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mercoledì 27 maggio 2020

STEP#20: UN MATERIALE DISTINTIVO

In questo post tratteremo di un materiale che, per secoli, ha caratterizzato e accompagnato l'azione del "brevettare" un'invenzione.

Stiamo parlando proprio della carta: dall'erogazione delle Litterae Patentes fino ad arrivare al XX secolo, tutti i documenti redatti erano ufficializzati tramite la trascrizione su carta.

Diamo un'occhiata a un breve riassunto della storia di questo materiale che ha permesso l'evoluzione dell'uomo durante i secoli, sia da un punto di vista culturale, informativo e concernente il progresso scientifico e artistico.

Dove nasce la carta?

Studiosi sostengono che la carta sia stata inventata nel 105 d.C dall'eununco Ts'ai Lun, frequentatore della corte dell'imperatore cinese, che utilizzava brandelli di stoffa usata, reti da pesca e corteccia di albero (con alta probabilità quella del gelso da carta).
I cinesi decisero di tenersi stretti il metodo di lavorazione della carta ma, nonostante i loro sforzi, la tecnica di produzione si estese in Giappone nel 610 d.C e in Medio Oriente nel 750 d.C; gli Arabi, in seguito alla conquista di Samarcanda, presero in ostaggio dei cartai cinesi, che furono obbligati a svelare tutti i segreti dell'arte della carta.

Più antico pezzo di carta, rinvenuto a Fàngmǎtān, nel nord-est della Cina

La carta in Europa

In seguito all'invasone araba della Sicilia e della Spagna, la produzione della carta prende piedi anche nell'area del Mediterraneo; la prima fabbrica di carta venne costruita nel 1150 a Xativa, nell'odierna provincia di Valencia.
Purtroppo la qualità della carta prodotta in Europa era scadente e, tramite un editto datato 1221, Federico II ne vietò l'uso nei documenti ufficiali in quanto questa carta non era durevole e veniva aggredita dagli insetti molto facilmente. Nonostante ciò, essa si diffuse comunque velocemente in quanto comoda ed economica.

La carta di Fabriano

Nel 1264 venne fondata una carteria a Fabriano, Marche, che fu la prima ad utilizzare l'energia idraulica, rendendo così il processo di produzione più efficiente e rapido. Inoltre alcune fasi della preparazione (come quella della macinatura degli stracci) venne totalmente meccanizzata, venne introdotto l'uso di una colla di carniccio animale, sgradita agli insetti, e venne introdotta la tecnica della filigranatura dei fogli.

Cartiera di Fabriano

La diffusione

La produzione della carta si diffuse in tutta Europa (il monopolio rimase in mano alle carterie italiane fino alla metà del XIV secolo) e, in seguito all'invenzione della stampa a caratteri mobili, ebbe un boom. Migliorarono varie fasi della produzione e, durante la Rivoluzione Industriale, vennere inventate varie macchina per la fabbricazione, in quantità industriale, di carta, fino a meccanizzare l'intero processo di produzione. Nacquero inoltre nuovi tipi di carta, destinati ai più svariati utilizzi; parliamo infatti della carta igienica, per imballaggi, ecc...

Diffusione delle carterie in Europa


Fonti:
[1] https://www.pixartprinting.it/blog/storia-della-carta/
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Carta#Storia_della_carta
[3] https://blog.doctaprint.it/idee/storia-della-carta/
[4] http://www.fabrianostorica.it/storiacarta/fabriano.htm

venerdì 24 aprile 2020

STEP#11: TORNARE A RESPIRARE AL TEMPO DEL COVID-19

A partire da qualche mese a questa parte la popolazione mondiale sta affrontando un nemico che, anche se sotto spoglie diverse, ha, in diverse fasi storiche, messo in ginocchio gran parte del globo.

Uno sguardo generale

Il nostro nuovo nemico è stato catalogato come SARS-CoV-2, più comunemente conosciuto come Coronavirus, il quale ha scatenato una pandemia estesa a tutto il territorio mondiale ed in continua evoluzione ed espansione (per osservare i dati aggiornati, clicca qui).
Questo virus colpisce in maniera molto profonda il sistema respiratorio, causando facilmente una polmonite che potrebbe acutizzarsi, fino a provocare una crisi respiratoria (per approfondire sui sintomi e gli effetti del Coronavirus, clicca qui).

Molti Paesi stanno affrontando una vera e propria emergenza sanitaria, in quanto scarseggiano i principali strumenti con cui è possibile affrontare una crisi di questo genere. Guanti, tute protettive, mascherine; questi strumenti devono essere tutti esclusivamente sterili, risultando perciò usa e getta. Questo comporta, quantitativamente, un'enorme richiesta mensile che, nel caso delle mascherine dedicate al personale sanitario, ammonta a circa 90 milioni di pezzi.


Personale sanitario

 

Drop: una mascherina ecosostenibile

Ma ecco che un'azienda in provincia di Ragusa, la Cappello Group, ha sviluppato e collaudato la mascherina "Drop", igienizzabile e riutilizzabile all'infinito. Grazie a questa nuova mascherina si risolvono due problemi principali: il dover reperire mensilmente un'immenso numero di mascherine, ed il non indifferente impatto ambientale causato dallo smaltimento di queste ultime.
Tutti i materiali di cui è composta sono Made in Italy: grazie alla sua produzione, non solo si attenueranno i problemi sopra citati, ma si riuscirà a sostenere le aziende italiane in questo periodo di difficoltà economiche.
Il brevetto europeo è già stato depositato e, a partire da fine maggio, la produzione prenderà piede.


Mascherina Drop


Charlotte: la valvola salvavita

Ma anche il numero di respiratori per assistere i pazienti non risulta abbastanza.
Per tentare di risolvere questo problema, l'azienda Isinnova ed il suo team, capitanato dall'ingegnere Cristian Fracassi, dopo aver ricevuto il progetto ideato dall'ex Primario dell’Ospedale di Gardone Valtrompia, il Dott. Renato Favero,  ha tentato di convertire delle maschere da snorkling in respiratori per i pazienti. In che modo? Attraverso una valvola, battezzata Charlotte, che consente, una volta attaccata attraverso un tubo ad un produttore di ossigeno o aria mista a ossigeno, al paziente di poterla respirare; l'aria che il paziente espirerà, verrà, prima di essere dispersa nell'ambiente, fatta passare attraverso un filtro.
La valvola è stata brevettata affinchè vengano evitate speculazioni sul prezzo; nonostante ciò, il suo progetto è stato reso pubblico a tutti gli ospedali dello Stato, in modo che la valvola possa essere facilmente stampata in 3D.


Valvola Charlotte applicata alla maschera da snorkling.

Fonti:
[1] https://www.r101.it/news/fuori-onda-news/1259021/ingegnere-converte-maschere-da-sub-in-respiratorie.html
[2] https://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/coronavirus-maschera-snorkeling-1.5079563
[3] https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2020/03/24/coronavirus-maschera-decathlon-respiratore.html
[4] http://www.strettoweb.com/2020/04/drop-mascherina-si-compra-una-sola-volta-riutilizzabile-infinito-sicilia/1002973/

martedì 14 aprile 2020

STEP#09: A COLPI DI PENNELLO

L'orgoglio italiano Alessandro Volta, dopo anni di studi ed esperimenti interessandosi alle teorie di Luigi Galvani, il 20 marzo 1799 annuncia ufficialmente l'invenzione della sua pila elettrica. In seguito al riconoscimento ufficiale di tale creazione da parte della Royal Society, la sua fama si estese al di fuori del paese, fino a raggiungere Napoleone Bonaparte.

Nel seguente quadro di Giuseppe Bertini, datato 1891, raffigura l'incontro risalente al 7 novembre di 90 anni prima tra queste due personalità, in cui lo scienziato mostra fieramente la sua pila al generale. Quest'ultimo rimase così deliziato, che decise di premiarlo con un'ingente somma di denaro e la Legion d'Onore.

Alessandro volta mostra la pila a Napoleone, Giuseppe Bertini, 1891
Il quadro è conservato nel Tempio Voltiano, nei pressi di Como.

Fonti:
[1] https://www.ilbrevetto.news/2019/03/28/alessandro-volta-la-pila/
[2] https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera-sette/20150814/283935996439440
[3] https://www.torinoggi.it/2019/07/26/leggi-notizia/argomenti/idee-in-sviluppo/articolo/italiani-popolo-dinventori-5-invenzioni-made-in-italy-che-hanno-fatto-la-storia.html
[4] http://www.mondi.it/almanacco/voce/308003

STEP#25: POST FINALE

Ed eccoci giunti al post finale di questo blog; dopo quasi tre mesi di ricerche e pubblicazioni, penso che sia il caso di fare un riassunto ...