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mercoledì 13 maggio 2020

STEP#16: UN PROTAGONISTA

Sono stati innumerevoli gli inventori che decisero di brevettare delle perle nate dal loro ingengo ma, nel corso del XIX e XX secolo un uomo in particolare si distinse per l'ingente quantità di brevetti che depositò: stiamo parlando proprio di Thomas Edison.


Thomas Alva Edison nasce a Milan, Ohio l'11 Febbraio 1847. L'ultimo di 7 fratelli, di cui ne sopravviveranno solo 4, Edison lascia la scuola all'età di 10 per dedicarsi al lavoro manuale per aiutare la famiglia ad andare avanti. Successivamente lavorerà per un giornale e, nel 1868, depositerà il suo primo brevetto, un registratore di voto elettrico.
Nel 1876, Edison costruì il suo laboratorio a Menlo Park (da qui deriva il suo soprannome "mago di Menlo Park") e divenne un rinomato inventore.
C'è veramente tanto da dire sulla vita di questa mente geniale (se vuoi leggere la biografia integrale, clicca qui) e bisogna riconoscere che, grazie alla sua ingente disponibilità economica e alla sua attitudine da businessman, egli fu in grado di acquistare vari brevetti di altri proprietari per poi ottimizzarli, anche grazie all'aiuto dei suoi fidati dipendenti.
In tutto l'arco della sua vita, Edison depositò 1093 brevetti registrati a suo nome, guadagnando così la fama di uno dei più prolifici inventori del suo tempo:
  • 389 riguardanti energia e luce elettrica; 
  • 195 riguardanti il fonografo;
  • 150 riguardanti il telegrafo;
  • 145 riguardanti batterie;
  • 34 riguardanti il telefono;
  • e molti altri ancora.
Edison morì a causa del diabete di cui soffriva il 18 Ottobre 1931 nella sua casa di West Orange; il suo ultimo brevetto ("Holder for Article to be Electroplated") venne ufficialmente registrato 2 anni dopo, nel 1933.

Il suo ultimo brevetto

US1908830A


Edison fu un uomo poliedrico, che si interessò a svariati campi della tecnologia, della chimica e delle scienze in generale; la sua vita, inoltre, fu un continuo successo anche grazie alle proprie inclinazioni e alla propria capacità di adattarsi ad ogni situazione.


Fonti:
[1] https://www.history.com/topics/inventions/thomas-edison
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Edison

STEP#14: NELL'OTTOCENTO

Diciannovesimo secolo. Siamo in piena Rivoluzione Industriale, che entra nella sua seconda fase, caratterizzata dalla scoperta di nuove forme di energia, come il petrolio e l'elettricità e dallo sviluppo di nuovi mezzi di trasporto. È il momento della Belle Epoque, della fiducia cieca nel progresso, nella scienza e nella tecnica.

Ecco alcuni brevetti interessanti e, soprattutto, le tappe fondamentali che ci fanno sempre più avvicinare a un sistema ufficiale in grado di rilasciare brevetti seguendo delle regole ben precise.

La Pen-y-Darren

Venne brevettata nel 1804 da Richard Trevithick ed è la prima locomotiva alimentata a vapore che riuscì a percorrere una ferrovia, con la bellezza di 5 vagoni e 70 uomini di carico: è considerabile come il primo treno della storia della tecnologia. In seguitò egli vendette i suoi brevetti, ma diede un grande shock alla comunità scientifica, dimostrando possibile qualcosa che, fino a meno di un secolo prima, veniva considerata come mera fantasia.

La Pen-y-Darren


Brevetto "al femminile"

Il 5 maggio 1809, Mary Dixon Kies decide di rompere gli stereotipi femminili e deposita il suo brevetto, riguardante un nuovo processo di intrecciatura dei fili di paglia con quelli di seta, dedicata alla produzione di cappelli. Ovviamente non fu la prima donna a inventare nuove procedure o simili, ma fu la prima a brevettare una propria invenzione negli Stati Uniti. Purtroppo non ricevette mai gli incassi che le sarebbero spettati, ma la sua nuova tecnica diede un enorme "boost" nella produzione di cappelli a livello transatlantico.

Mary Kies

Dal punto di vista legale...

Questo secolo si rivelò fondamentale per l'introduzioni di Uffici dedicati e nuove leggi per quanto riguarda la brevettabilità delle nuove invenzioni.

Stati Uniti

Nel 1802 venne aperto il primo Ufficio Brevetti degli USA, che oggi porta il nome di USPTO (United States Patent and Trademark Office).  Con il Patent Act datato 1836, questo ufficio venne leggermente modificato da un punto di vista amministrativo e, cosa importantissima, tutti i brevetti finora registrati vennero resi accessibili al pubblico, in modo tale da permettere a chi volesse brevettare una propria invenzione, di effettuare una ricerca di anteriorità; in questo modo la qualità dei brevetti aumentò considerevolmente. Inoltre fu possibile richiedere un'estensione di 7 anni rispetto ai 14 originari della durata del proprio brevetto, solo di fronte a delle ragioni appropriate. Da quel momento in poi, i nuovi brevetti vennero registrati tramite un numero, mentre tutti quelli precedenti venivano accompagnati dalla lettera X.


Il primo brevetto registrato a partire dal Patent Act


Regno Unito

Nell'Impero Britannico si stavano creando delle tensioni molto simili a quelle di due secoli prima: i brevetti venivano rilasciati in modo arbitrario, andando a benificiare pochi alle spese del popolo. Molti articoli "anti-brevetti" vennero pubblicati, ma non si arrivò mai ad una abolizione definitiva del sistema. Quest'ultimo, c'è da riconoscere, risultava ormai troppo obsoleto per la società dinamica che si stava venendo a formare: il processo per ottenere un brevetto era lungo, dispendioso, e gli uffici dedicati non erano gestiti da persone competenti.
Ma le cose cambiarono con il Patent Law Amendment Act datato 1852 che stabilì il primo Patent Office inglese nell'ottobre dello stesso anno; il vecchio sistema venne rinnovato completamente. Infatti la procedura venne semplificata, divenne obbligatorio presentare una descrizione della propria invenzione, furono resi pubblici gli archivi brevettuali, non fu più necessario richiedere diversi brevetti per i diversi paesi presenti nell'isola britannica ed i costi della procedura vennero ridotti di almeno 3/4.
Nel 1883 venne emesso il Patents, Designs, and Trade Marks Act, grazia al quale vennero introdotte le esaminazioni delle invenzioni affinchè si constatasse che la descrizione risultasse fedele al progetto: non venivano ancora effettuate ricerche sulla novità dell'invenzione.

Patents, Designs, and Trade Marks Act

Francia

Le leggi concernenti i brevetti prevedevano delle procedure piuttosto blande, senza nessuna commissione che giudicasse l'invenzione in questione: questo aspetto venne fatto notare molto spesso durante la prima metà del 1800 (venne fatta presente nel 1811 e 1814) e solo nel 1828 venne formata una commissione che sis arebbe dovuta occupare di una riforma sulle leggi sui brevetti.
Nel 1844 finalmente viene promulgata una legge a riguardo, sospinta anche da un clima particolare che permeava in tutta Europa; da un punto di vista economico e industriale la Francia aveva bisogno di una spinta, soprattutto nel campo dei macchinari. La legge prevedeva 3 tipi di invenzioni: nuovi prodotti industriali, nuovi metodi e la nuova applicazione di metodo già conosciuti nel campo industriale. Inoltre l'invenzione doveva soddisfare due requisiti: di essere nuova e avere un carattere industriale. Processi puramente teorici non potevano essere brevettati.
Con questa nuova legge si voleva andare a risollevare l'economia francese.


La Convenzione di Parigi per la Protezione della Proprietà Industriale

Venne firmata a Parigi il 20 marzo 1883 e fu uno dei primi trattati concernenti la proprietà industriale e intellettuale. Venne allora firmata solamente da 11 Paesi (Belgio, Brasile, Francia, Guatemala, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, El Salvador, Serbia, Spagna e Svizzera) e "fu uno dei primi trattati volti a tutelare la proprietà industriale nel senso più ampio, applicandosi a marchi, brevetti, modelli di utilità, disegni e modelli industriali" (fonte); essa riconosce tramite il diritto di reciprocità l'uguaglianza in fatto di trattamento di proprietà industriale e intellettuale in tutti i paesi e, tramite il diritto di priorità la possibilità di depositare in un Paese appartenente all'Unione il proprio brevetto, avendone, per l'appunto, la priorità assoluta. Così si minimizzava il rischio del "furto di idee" tra scienziati di differenti paesi.

Francobollo commemorativo


Fonti:
[1] https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_patent_law
[2] https://petpat.lv/en_lv/news/a-brief-history-of-the-patent-system/
[3] https://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Trevithick
[4] https://artpatent.ru/en/news/the-inventions-no-one-believed-in-locomotive/
[5] https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_United_States_patent_law
[6] https://www.createip.co.nz/brief-history-patents/
[7] https://it.wikipedia.org/wiki/Convenzione_di_Parigi_per_la_protezione_della_propriet%C3%A0_industriale
[8] https://eh.net/encyclopedia/an-economic-history-of-patent-institutions/
[9] https://halshs.archives-ouvertes.fr/halshs-00544730v2/document
[10] https://core.ac.uk/download/pdf/47163074.pdf

STEP#13: NEL SETTECENTO

Questo secolo risulta caratterizzato da un dinamico sviluppo delle scienze e delle tecnologie; nascono nuove Accademie delle Scienze, nasce il movimento dell'Illuminismo, grazie al quale si riesce a dare una spinta non indifferente allo sviluppo di molteplici discipline scientifiche, prende piede la Prima Rivoluzione industriale, nasce la scienza che si dedica allo studio dell'elettricità ecc...

Insomma, questo secolo rivoluzionerà profondamente la visione e l'approccio nei confronti della scienza sia teorica che pratica.
Vediamo i principali avvenimenti che concernono il verbo in questione, "brevettare".


Il boom dell'industria tessile

L'industra tessile cominciò a prendere piede, in questo secolo, principalmente in Inghilterra, grazie a vari fattori economico-sociali che ne facilitarono l'evoluzione.
Infatti nella grande isola non persistevano guerre, non erano presenti confini doganali ed era largamente disponibile la materia prima del filato (lana, cotone).

Il Flying Shuttle 

Un'invenzione che sicuramente diminuì drasticamente i tempi di produzione fu quello della spoletta volante, inventata da John Kay, consentendo così un tipo di tessitura automatica.
Brevettata nel 1733, venne cominciata ad essere utilizzata solo a partire dagli anni 50 e 60 del secolo. Essa consisteva in una navetta, contenente una spoletta intorno alla quale veniva avvolto il filato, la quale veniva lanciata da un'estremità all'altra dell'ordito: questo spostamento, inizialmente, veniva principalmente svolto a mano, ma successivamente venne automatizzato anch'esso.
Grazie a questo piccolo strumento, l'ordito veniva intrecciato molto più rapidamente e lungo una larghezza maggiore.

Flying Shuttle passata attraverso le trame

 

Il Water Frame

Inventata da Richard Arkwright e brevettata nel 1769, questo filatoio idraulico era utilizzato per la realizzazione di fili in cotone. Questo macchinario era azionato da una ruota idraulica che imprimeva maggiore potenza rispetto a quella che gli uomini potevano fornire, perciò la lunghezza del filato aumentò decisamente.
Purtroppo era possibile produrre dolo un filo alla volta, finchè non venne inventato il filatoio a intermittenza di Samuel Crompton.

Filatoio Idraulico

 

La Spinning Jenny

Brevettata nel 1770 da James Hargreaves, questo filatoio semi-automatico permise di produrre con l'abbondante quantità di fili in arrivo dai processi velocizzati di filatura, una corrispondende quantità di abiti e tessuti; inizialmente la macchina poteva ospitare 8 fusi che, alla fine del secolo, aumentarono fino a 120.
Per vedere come funziona, clicca qui!

Spinning Jenny migliorata

L'epoca del vapore

Un altro elemento caratteristico di questo secolo è l'invenzione delle macchine azionate dal vapore che, grazie alla propria energia termica, permise di produrre un'enorme quantità di energia meccanica. Da questo secolo in poi questo tipo di energia, permetterà di tenere in vita enormi costruzioni, come treni, macchine e intere fabbriche.

La Atmospheric Engine di Thomas Newcomen

Questa macchina alimentata dalla produzione di vapore, fu inventata da Thomas Newcomer nel 1705, ma venne brevettata nel 1712. Si ritiene la prima macchina a vapore utilizzata in dei processi industriali, in quanto veniva principalmente utilizzata per estrarre l'acqua dalle gallerie delle miniere di carbone e di metalli.
Per vedere come funziona, clicca qui!

Progetto della macchina di Newcomen


La Steam Engine di James Watt

Macchine alimentate dall'energia del vapore già ne esistevano, ma James Watt riuscì a segnare profondamente l'andamento produttivo delle fabbriche del suo tempo.
Dopo aver analizzato i macchinari precedenti (tra cui la stessa macchina di Newcomen), cercando di capire in che cosa poteva migliorarli, in seguito di incessanti esperimenti, Watt brevetta il suo metodo "per ridurre il consumo di vapore e carburante nelle macchine a vapore" il 25 Aprile 1769. Grazie all'investimento di vari imprenditori, tra cui l'imprenditore Boulton, nel 1775 riesce a costruire una versione funzionante: da quel momento in poi verrà utilizzata in innumerevoli fabbriche, in quanto riuscì a garantire un non indifferente risparmio energetico.
Per vedere come funziona, clicca qui!

Progetto della Macchina di Watt

Brevetto originale(pag3)
Brevetto originale(pag1)
Brevetto originale(pag2)
                       

Nel mondo legislativo

Ci furono importanti passi avanti nella regolarizzazione del rilascio di brevetti negli USA, ed una legge che venne varata in Francia. Vediamo quali sono.

Il Patent Act

Negli Stati Uniti fino a quel momento ogni governo coloniale poteva rilasciare dei privilegi di produzione e vendita a chi lo richiedeva, ma non esisteva un potere centralizzato che gestisse in modo rigido la questione. Nel 1790, invece, tramite il Patent Act si stabilirono delle leggi ben precise affinchè si potesse concedere un brevetto: venne fondato un comitato formato da tre ministri che, in seguito ad un'attenta analisi dell'invenzione presentata, decideva se rilasciarne o no il brevetto.

La prima invenzione riconosciuta da questa nuova modalità fu quella legata ad una tecnica di produzione del cloruro di potassio, brevettata da Samuel Hopkins nello stesso 1790

Patent Act


La Legge francese

In Francia venne varata nel 1791 una legge concernente i brevetti ma che non fu di troppo spessore: per avere un passo importante bisogna aspettare il 1844.
Non si prevedeva una giuria che analizzasse l'invenzione proposta, perciò ci si limitò solamente a tenere una sorta di inventario, nel quale però spesso si trovavano doppioni e variazione di stesse invenzioni. Questo soprattutto pechè il brevetto veniva visto come un "diritto naturale" nei confronti dell'inventore e poteva essere garantito per la durata di 5, 10 o 15 anni; nonostante tutto, raramente gli inventori richiedevano il rilascio di un brevetto, a causa dei loro costi proibitivi.


Fonti:
[1] http://vitofornari.blogspot.com/2015/12/la-rivoluzione-industriale-settore.html
[2] https://aulascienze.scuola.zanichelli.it/ieri-oggi-scienza/james-watt-e-la-macchina-a-vapore-che-ha-innescato-la-rivoluzione-industriale/
[3] http://energia-plus.it/wp-content/uploads/sites/5/2009/06/20061109005_11.pdf
[4] https://books.google.it/books?id=oRqODAAAQBAJ&pg=PT33&lpg=PT33&dq=legge+sui+brevetti+francia+1791&source=bl&ots=QpzGKPTQOl&sig=ACfU3U3ktrIQISBYdVr8JMHA-8VT-rCo7w&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjzxIrUh-HpAhXrSRUIHVINA2AQ6AEwAnoECAcQAQ#v=onepage&q=legge%20sui%20brevetti%20francia%201791&f=false

domenica 3 maggio 2020

STEP#12.1: NELL'EPOCA MEDIEVALE

Definiamo come Medioevo (Media Aetas) quell'epoca della Storia dell'umanità che va dalla caduta dell'Impero Romano di Occidente (476 d .C) fino alla scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo (1492 d.C). Alcuni studiosi, però, considerano come anno di conclusione di quest'epoca il 1453 d.C, anno della caduta di Costantinopoli.

Analizziamo a fondo i due scaglioni principali che costituirono l'età di mezzo.

Alto Medioevo (476 d.C - 1000 d.C circa)

Quest'epoca si rivelò molto particolare e travagliata, in quanto ci risulta come un periodo di transizione dai regni della Tarda Antichità alla frammentarietà tipica medievale. Infatti, perlomeno in Europa, la successione di vari regni e dinastie comportò la distruzione dell'unità caratteristica dell'Impero Romano. La popolazione si dedicò specialmente all'attività agricola di sussistenza, ignorando un'educazione adeguata, riservata solo agli ecclesiastici. Si arrivò infine ad un sistema feudale, che creò così dei veri e propri mini-stati indipendenti.
In questo periodo non ci arriva nessun tipo di testimonianza concernente la protezione riservata ad inventori ed autori.


Basso Medioevo (1000 d.C circa - 1492 d.C)

A partire da questo periodo iniziarono a crearsi i primi Stati Nazionali (Francia, Italia meridionale, Inghilterra..), mentre in Germania si affermano i primi Comuni. Inoltre possiamo individuare le prime forme di privilegi garantiti dalla Corona stessa, senza però la creazione di un sistema vero e proprio sistema dedicato. Questi privilegi erano solitamente riconosciuti tramite delle Litterae Patents, tradotto "lettere aperte", le quali erano di natura pubblica senza, per l'appunto, l'utilizzo di un sigillo per chiuderle e renderle di natura privata (Litterae Clause).

 

 I tessuti di Bonofusus de Sancta Columba - 1236

Nel 1236 il Re di Inghilterra Enrico III garantì a Bonofusus de Sancta Columba un privilegio della durata di 15 anni per la produzione di tessuti in vari colori nella regione di Bordeaux.

Tintori medievali

Litterae Patents di Edoardo III - 1331

Il 16 luglio 1331 il Re inglese Edoardo III concesse al tessitore fiammingo John Kempe una litterae patents, permettendo a lui e ai suoi collaboratori di stabilirsi in Inghilterra e portare avanti liberamente la loro professione in territorio inglese. In questo modo il sovrano ebbe l'occasione di far prosperare l'attività tessile nel suo paese.

Tessitori medievali

 

Badalone di Brunelleschi - 1421

Nel giugno del 1421, l'architetto fiorentino Filippo Brunelleschi si stava occupando del progetto della cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore. La costruzione di quest'ultima comportava l'utilizzo di marmo proveniente dagli scavi di Carrara; come poter trasportarlo fino al luogo dei lavori, allora?
L'architetto progettò e costruì un battello , che chiamò Badalone, di cui egli esigè il brevetto, che gli riconosceva l'esclusività dell'invenzione per un periodo di 3 anni. Il primo vero e proprio brevetto della storia. Ogni copia del suddetto battello, se prodotta illecitamente, doveva essere bruciata. Il Brunelleschi dovette smuovere tutta l'Opera del Duomo di Firenze per questa esigenza contrattuale.

Progetto del Badalone

Statuto dei Brevetti - 19 marzo 1474

In questa data, la Serenissima Repubblica di Venezia approvò una legge che finalmente istituì un organo totalmente dedicato al riconoscimento di brevetti industriali; i veneziani furono perciò i primi a livello internazionale a garantire una protezione nei confronti di coloro che, con le loro invenzioni, riuscivano a portare delle novità nella Repubblica. Lo Statuto dei Brevetti fu approvato con 116 voti favorevoli, 10 contrari e 3 astenuti.
L'invenzione doveva perciò soddisfare dei requisiti particolari (molto simili a quelli dei moderni sistemi brevettuali) e il suo autore deteneva così il suo monopolio per 10 anni; dal 1474 alla caduta della Serenissima vennero concessi oltre duemila brevetti per novi et ingegnosi artificij in materia di mulini, macchine scavatrici, metodi per la tintura dei tessuti, medicamenti e molto altro ancora[7].

Statuto dei Brevetti, in dialetto veneziano



Fonti:
[1] https://propintel.uexternado.edu.co/a-brief-history-of-patent-law-from-middle-age-privileges-to-wto-rules/
[2] https://www.englandsimmigrants.com/page/individual-studies/john-kempe-and-friends
[3] https://iltirreno.gelocal.it/empoli/cronaca/2012/05/13/news/il-misterioso-badalone-ideato-da-brunelleschi-e-studiato-da-nanni-1.4507336
[4] http://met.provincia.fi.it/news.aspx?id=6402
[5] https://www.investopedia.com/terms/l/letters-patent.asp
[6] https://en.wikipedia.org/wiki/Letters_patent
[7] https://qui.uniud.it/notizieEventi/cultura/brevetti-e-corporazioni-nella-repubblica-di-venezia
[8] https://it.qwe.wiki/wiki/Venetian_Patent_Statute
[9] https://www.avvenire.it/agora/pagine/invenzioni-made-in-italy

martedì 14 aprile 2020

STEP#09: A COLPI DI PENNELLO

L'orgoglio italiano Alessandro Volta, dopo anni di studi ed esperimenti interessandosi alle teorie di Luigi Galvani, il 20 marzo 1799 annuncia ufficialmente l'invenzione della sua pila elettrica. In seguito al riconoscimento ufficiale di tale creazione da parte della Royal Society, la sua fama si estese al di fuori del paese, fino a raggiungere Napoleone Bonaparte.

Nel seguente quadro di Giuseppe Bertini, datato 1891, raffigura l'incontro risalente al 7 novembre di 90 anni prima tra queste due personalità, in cui lo scienziato mostra fieramente la sua pila al generale. Quest'ultimo rimase così deliziato, che decise di premiarlo con un'ingente somma di denaro e la Legion d'Onore.

Alessandro volta mostra la pila a Napoleone, Giuseppe Bertini, 1891
Il quadro è conservato nel Tempio Voltiano, nei pressi di Como.

Fonti:
[1] https://www.ilbrevetto.news/2019/03/28/alessandro-volta-la-pila/
[2] https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera-sette/20150814/283935996439440
[3] https://www.torinoggi.it/2019/07/26/leggi-notizia/argomenti/idee-in-sviluppo/articolo/italiani-popolo-dinventori-5-invenzioni-made-in-italy-che-hanno-fatto-la-storia.html
[4] http://www.mondi.it/almanacco/voce/308003

STEP#08: PROPRIETÀ INTELLETTUALE NELL'ANTICHITÀ: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

Il brevetto come lo conosciamo oggi, non vanta origini antiche; infatti il primo organo che si preoccupò di riservare attenzioni agli inventori venne promulgato nella Repubblica di Venezia il 19 marzo 1474, sotto il nome di Statuto dei Brevetti.

Ciononostante, già a partire dall'Antica Grecia, siamo in grado di rintracciare dei sistemi, seppur molto rudimentali, di tutela della proprietà intellettuale e industriale.

Un brevetto "gourmet"

Lo scrittore egizio Ateneo Nucrati, nella sua opera I Dipnosofisti, ci racconta in un excursus di una pratica eseguita nella città di Sibari, intorno al VII-VI secolo a.C.
È il primo esempio documentato di un sistema brevettuale vero e proprio, dedicato non a un'invenzione tecnologica, ma a una ricetta culinaria: a colui che avesse inventato una ricetta originale ed elaborata, veniva riconosciuto ufficialmente il diritto esclusivo di poterla produrre e venderla per 12 mesi, senza che nessuno potesse copiarla. In questo modo si voleva incentivare l'inventiva dei cittadini, affinchè tutti potessero goderne, in primis il suo creatore.
 
The Dinner, Lawrence Alma Tadema, 1873, olio su legno

 

Un'epoca di privilegi

Sotto il regno dei primi sovrani della dinastia Tolemaica, ricordati per il loro interesse nei confronti di artisti e inventori (il loro diritto prevedeva l'esilio per chiunque copiasse un'opera letteraria), operava l'ingegnere greco Ctesibio di Alessandria, attivo durante III secolo a.C.
Di origini modeste, figlio di un barbiere, Ctesibio dimostrò sin da fanciullo di avere una mente brillante; ed è così che grazie sia alle sue macchine, soprattutto di uso bellico e pubblico, frutto di un ingegno fuori dal comune, sia alla sua fortuna di vivere sotto dei sovrani che sostenevano le arti e i loro artisti, riuscì a scalare la piramide sociale.
Ctesibio viene tutt'oggi considerato come uno dei pionieri dell'idraulica, il quale partorì dal suo ingegno macchine sia di carattere ludico, dedicandosi alla costruizione di "giocattoli" come automi, che utilitario. L'invenzione a lui attribuita da scrittori attendibili come Vitruvio, Plinio il vecchio, Trifone, Filone e che lo rese più famoso fu sicuramente l'hydraulis, il primo organo a canne che venne mai costruito. Esso veniva gestito da tre persone, due delle quali si occupavano di pompare aria attraverso dei pistoni laterali, la quale poi si sarebbe incalanata nelle canne di varie dimensioni che sovrastavano la cassa principale; il terzo si occupava di eseguire la melodia attraverso una rudimentale tastiera. Questo strumento divenne così famoso da venir utilizzato durante gli intrattenimenti pubblici ed eventi cerimoniali a Roma e Bisanzio.
Dopo la sua morte, Ctesibio verrà per sempre riconosciuto un grande inventore, che contribuì senza dubbio allo sviluppo tecnologico delle epoche successive.
 

Mosaico Romano, Villa Nennig

 

L'altra faccia della medaglia

Ma gli inventori nell'antichità non andavano sempre incontro a un destino di fama e riconoscimenti.
Nonostante non ci sia pervenuta alcuna testimonianza materiale dell'invenzione in questione, due autori latini molto stimati e attendibili, Petronio e Plinio il vecchio, raccontano della vicenda di un vetraio romano, che sostenne di aver scoperto come produrre un vetro infrangibile.

Lo scrittore naturalista Plinio il vecchio racconta, seppur con le dovute riserve, di come un vetraio anonimo romano che, dopo aver mostrato all'imperatore Tiberio(14-37d.C) la sua invenzione, invece di ricevere elogi e premi in denaro, si ritrovò senza più una bottega, distrutta dai soldati per ordine dell'imperatore stesso.

Plinio il vecchio

La versione di Petronio, autore di opere di satira, dal tono e stile di vita diametricalmente opposti a quelli di Plinio, è un po' più drammatica e romanzata. Il vetraio in questione chiese un'udienza con l'imperatore (non si dice specificatamente quale), che venne accettata; una volta lì, l'uomo dimostrò in maniera pratica l'indistruttibilità del suo vetro, gettandolo al suolo e prendendolo di forza a martellate. L'imperatore rimase sconcertato e, dopo aver chiesto al vetraio se egli fosse l'unico a essere a conoscenza della tecnica di produzione, l'uomo rispose in maniera affermativa. Il sovrano, dunque, procedette a condannarlo a morte. Petronio, in conclusione scrive:

Postquam negavit, iussit illum Caesar decollari: quia enim, si scitum esset, aurum pro luto haberemus.

Tradotto: "Quando disse di no, Cesare ordinò che quello fosse decapitato: perché infatti, se si fosse saputo, valuteremmo l'oro come fango."

Petronio Arbitro

L'imperatore decise di insabbiare l'invenzione del vetraio affinchè non avvenisse una crisi economica causata dalla svalutazione dei metalli preziosi: una crisi del genere avrebbe rischiato di far collassare l'intero Impero.
Ovviamente, non abbiamo prove certe che questa vicenda sia accaduta veramente, in quanto alcuni autori la considerano solo una leggenda.

Fonti:
[7] Nascita ed evoluzione della proprietà intellettuale, Salvatore di Palma, 2019, Book Sprint Edizione.

STEP#25: POST FINALE

Ed eccoci giunti al post finale di questo blog; dopo quasi tre mesi di ricerche e pubblicazioni, penso che sia il caso di fare un riassunto ...