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mercoledì 3 giugno 2020

STEP#23: HOLOPAT, UN DATABASE NEL PALMO DELLA MANO

Sito utilizzato: https://www.canva.com/

STEP#22: BREVETTI A PORTATA DI UN TOCCO

Risulta già esistente un database in cui sono presenti tutti i brevetti depositati sino ad ora; esso però non è unitario (per ogni ufficio brevetti ce n'è uno autonomo) ne' di così facile fruizione e, molte volte, i disegni dei progetti non sono immediatamente comprensibili.

Come risolvere un problema del genere, dunque?
Sarebbe idoneo, come prima cosa, unificare tutti i database brevettuali riconducendoli ad un'unica fonte; l'utente quindi selezionerà la sua lingua di preferenza (sarà dunque necessario eseguire un lavoro di traduzione) e, in base alle proprie esigenze, l'ufficio brevetti che vuole passare in rassegna.

Fin qui nulla di strano, giusto?
Ma ecco la svolta: la creazione di un ologramma dell'intera invenzione proprio davanti agli occhi dell'utente. Questo ologramma sarà sensibile al tocco, in modo tale che il cliente possa ingrandire e persino ruotare l'intero oggetto, se è di un'invenzione tangibile che stiamo trattando. Sarà inoltre possibile scomporla a proprio piacimento: l'utente sarà in grado di esaminare tutte le parti che compongono l'oggetto, ed analizzare ogni loro caratteristica.
Se invece l'invenzione in questione è un processo chimico, l'utente potrà assistere a una sequenza di immagini che, accompagnate da una voce che gradualmente spiegherà il procedimento in una lingua scelta, gli mostreranno il metodo in maniera integrale.
Ovviamente sarà possibile consultare i disegni tecnici e l'estratto.

Ma come collegarsi ad un brevetto in particolare?
Ogni brevetto sarà dotato di un codice alfanumerico e di un QR Code; il primo sarà come una carta d'identità di ogni brevetto mentre il secondo verrà scannerizzato dal piccolo scanner di cui ogni lastra olografica sarà munita. Proprio tramite quest'ultimo sarà possibile comunicare alla lastra di quale brevetto dover creare l'ologramma. Quest'ultima, ovviamente, sarà in costante connessione con il database centrale.
Se, per qualsiasi motivo, lo scanner non dovesse funzioare, sarà possibile procedere all'inserimento manuale del codice alfanumerico tramite un apposito tastierino presente sulla lastra, proprio come quello del cellulare.

mercoledì 27 maggio 2020

STEP#18: NELLA CRONACA

In questo post ci immergeremo nel mondo del giornalismo alla ricerca di fatti di cronaca che hanno a che fare con brevetti e simili.

Ci sono innumerevoli articoli sull'argomento (se volete aggiornarvi quotidianamente questo sito fa per voi), perciò ne sceglierò un paio che, anche se non troppo recenti, possono risultare interessanti.

Il braccialetto-sorvegliante di Amazon

Questa notizia risale al febbraio del 2018 e fece salire dei grandi dubbi concernenti il rispetto della privacy dei propri lavoratori da parte del gigante Amazon
Amazon depositò il brevetto di questo braccialetto nel 2016, ma venne approvato solamente il 30 gennaio del 2018; indossato da un dipendente, esso sarebbe stato in grado di guidarlo nei giusti scaffali e rendendo così più rapide l'evasione dei vari ordini.
Le intenzioni di questa invenzione sembrano concernere solamente l'efficienza dell'azienda ma nasce spontanea questa domanda: la privacy dei lavoratori può considerarsi violata?
Apparentemente questo braccialetto non sembra essere entrato nella quotidianità dei dipendendi Amazon, ma è ancora tutto da vedere.

Per leggere l'articolo completo clicca qui (Wired).
Per un'analisi del funzionamento clicca qui. Inoltre è presente uno statement di Amazon stesso in risposta alle varie speculazioni sorte in tutto il globo (inizio articolo).


Funzionamento del braccialetto in relazione all'ambiente

venerdì 24 aprile 2020

STEP#11: TORNARE A RESPIRARE AL TEMPO DEL COVID-19

A partire da qualche mese a questa parte la popolazione mondiale sta affrontando un nemico che, anche se sotto spoglie diverse, ha, in diverse fasi storiche, messo in ginocchio gran parte del globo.

Uno sguardo generale

Il nostro nuovo nemico è stato catalogato come SARS-CoV-2, più comunemente conosciuto come Coronavirus, il quale ha scatenato una pandemia estesa a tutto il territorio mondiale ed in continua evoluzione ed espansione (per osservare i dati aggiornati, clicca qui).
Questo virus colpisce in maniera molto profonda il sistema respiratorio, causando facilmente una polmonite che potrebbe acutizzarsi, fino a provocare una crisi respiratoria (per approfondire sui sintomi e gli effetti del Coronavirus, clicca qui).

Molti Paesi stanno affrontando una vera e propria emergenza sanitaria, in quanto scarseggiano i principali strumenti con cui è possibile affrontare una crisi di questo genere. Guanti, tute protettive, mascherine; questi strumenti devono essere tutti esclusivamente sterili, risultando perciò usa e getta. Questo comporta, quantitativamente, un'enorme richiesta mensile che, nel caso delle mascherine dedicate al personale sanitario, ammonta a circa 90 milioni di pezzi.


Personale sanitario

 

Drop: una mascherina ecosostenibile

Ma ecco che un'azienda in provincia di Ragusa, la Cappello Group, ha sviluppato e collaudato la mascherina "Drop", igienizzabile e riutilizzabile all'infinito. Grazie a questa nuova mascherina si risolvono due problemi principali: il dover reperire mensilmente un'immenso numero di mascherine, ed il non indifferente impatto ambientale causato dallo smaltimento di queste ultime.
Tutti i materiali di cui è composta sono Made in Italy: grazie alla sua produzione, non solo si attenueranno i problemi sopra citati, ma si riuscirà a sostenere le aziende italiane in questo periodo di difficoltà economiche.
Il brevetto europeo è già stato depositato e, a partire da fine maggio, la produzione prenderà piede.


Mascherina Drop


Charlotte: la valvola salvavita

Ma anche il numero di respiratori per assistere i pazienti non risulta abbastanza.
Per tentare di risolvere questo problema, l'azienda Isinnova ed il suo team, capitanato dall'ingegnere Cristian Fracassi, dopo aver ricevuto il progetto ideato dall'ex Primario dell’Ospedale di Gardone Valtrompia, il Dott. Renato Favero,  ha tentato di convertire delle maschere da snorkling in respiratori per i pazienti. In che modo? Attraverso una valvola, battezzata Charlotte, che consente, una volta attaccata attraverso un tubo ad un produttore di ossigeno o aria mista a ossigeno, al paziente di poterla respirare; l'aria che il paziente espirerà, verrà, prima di essere dispersa nell'ambiente, fatta passare attraverso un filtro.
La valvola è stata brevettata affinchè vengano evitate speculazioni sul prezzo; nonostante ciò, il suo progetto è stato reso pubblico a tutti gli ospedali dello Stato, in modo che la valvola possa essere facilmente stampata in 3D.


Valvola Charlotte applicata alla maschera da snorkling.

Fonti:
[1] https://www.r101.it/news/fuori-onda-news/1259021/ingegnere-converte-maschere-da-sub-in-respiratorie.html
[2] https://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/coronavirus-maschera-snorkeling-1.5079563
[3] https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2020/03/24/coronavirus-maschera-decathlon-respiratore.html
[4] http://www.strettoweb.com/2020/04/drop-mascherina-si-compra-una-sola-volta-riutilizzabile-infinito-sicilia/1002973/

STEP#25: POST FINALE

Ed eccoci giunti al post finale di questo blog; dopo quasi tre mesi di ricerche e pubblicazioni, penso che sia il caso di fare un riassunto ...