![]() |
| Sito utilizzato: https://www.canva.com/ |
"Abbiamo fra noi uomini di grande ingegno, atti ad inventare e scoprire dispositivi ingegnosi: ed è in vista della grandezza e della virtù della nostra città che cercheremo di far arrivare qui sempre più uomini di tale specie ogni giorno"
Visualizzazione post con etichetta Ufficio Brevetti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ufficio Brevetti. Mostra tutti i post
mercoledì 3 giugno 2020
STEP#22: BREVETTI A PORTATA DI UN TOCCO
Risulta già esistente un database in cui sono presenti tutti i brevetti depositati sino ad ora; esso però non è unitario (per ogni ufficio brevetti ce n'è uno autonomo) ne' di così facile fruizione e, molte volte, i disegni dei progetti non sono immediatamente comprensibili.
Come risolvere un problema del genere, dunque?
Sarebbe idoneo, come prima cosa, unificare tutti i database brevettuali riconducendoli ad un'unica fonte; l'utente quindi selezionerà la sua lingua di preferenza (sarà dunque necessario eseguire un lavoro di traduzione) e, in base alle proprie esigenze, l'ufficio brevetti che vuole passare in rassegna.
Fin qui nulla di strano, giusto?
Ma ecco la svolta: la creazione di un ologramma dell'intera invenzione proprio davanti agli occhi dell'utente. Questo ologramma sarà sensibile al tocco, in modo tale che il cliente possa ingrandire e persino ruotare l'intero oggetto, se è di un'invenzione tangibile che stiamo trattando. Sarà inoltre possibile scomporla a proprio piacimento: l'utente sarà in grado di esaminare tutte le parti che compongono l'oggetto, ed analizzare ogni loro caratteristica.
Se invece l'invenzione in questione è un processo chimico, l'utente potrà assistere a una sequenza di immagini che, accompagnate da una voce che gradualmente spiegherà il procedimento in una lingua scelta, gli mostreranno il metodo in maniera integrale.
Ovviamente sarà possibile consultare i disegni tecnici e l'estratto.
Ma come collegarsi ad un brevetto in particolare?
Ogni brevetto sarà dotato di un codice alfanumerico e di un QR Code; il primo sarà come una carta d'identità di ogni brevetto mentre il secondo verrà scannerizzato dal piccolo scanner di cui ogni lastra olografica sarà munita. Proprio tramite quest'ultimo sarà possibile comunicare alla lastra di quale brevetto dover creare l'ologramma. Quest'ultima, ovviamente, sarà in costante connessione con il database centrale.
Se, per qualsiasi motivo, lo scanner non dovesse funzioare, sarà possibile procedere all'inserimento manuale del codice alfanumerico tramite un apposito tastierino presente sulla lastra, proprio come quello del cellulare.
Come risolvere un problema del genere, dunque?
Sarebbe idoneo, come prima cosa, unificare tutti i database brevettuali riconducendoli ad un'unica fonte; l'utente quindi selezionerà la sua lingua di preferenza (sarà dunque necessario eseguire un lavoro di traduzione) e, in base alle proprie esigenze, l'ufficio brevetti che vuole passare in rassegna.
Fin qui nulla di strano, giusto?
Ma ecco la svolta: la creazione di un ologramma dell'intera invenzione proprio davanti agli occhi dell'utente. Questo ologramma sarà sensibile al tocco, in modo tale che il cliente possa ingrandire e persino ruotare l'intero oggetto, se è di un'invenzione tangibile che stiamo trattando. Sarà inoltre possibile scomporla a proprio piacimento: l'utente sarà in grado di esaminare tutte le parti che compongono l'oggetto, ed analizzare ogni loro caratteristica.
Se invece l'invenzione in questione è un processo chimico, l'utente potrà assistere a una sequenza di immagini che, accompagnate da una voce che gradualmente spiegherà il procedimento in una lingua scelta, gli mostreranno il metodo in maniera integrale.
Ovviamente sarà possibile consultare i disegni tecnici e l'estratto.
Ma come collegarsi ad un brevetto in particolare?
Ogni brevetto sarà dotato di un codice alfanumerico e di un QR Code; il primo sarà come una carta d'identità di ogni brevetto mentre il secondo verrà scannerizzato dal piccolo scanner di cui ogni lastra olografica sarà munita. Proprio tramite quest'ultimo sarà possibile comunicare alla lastra di quale brevetto dover creare l'ologramma. Quest'ultima, ovviamente, sarà in costante connessione con il database centrale.
Se, per qualsiasi motivo, lo scanner non dovesse funzioare, sarà possibile procedere all'inserimento manuale del codice alfanumerico tramite un apposito tastierino presente sulla lastra, proprio come quello del cellulare.
mercoledì 27 maggio 2020
STEP#21: IL BREVETTO E LE SUE FASI
In questo post ci addentreremo nell'aspetto più legale e burocratico che caratterizza il "brevetto" nella nostra epoca: daremo un'occhiata a tutti gli step che un inventore deve affrontare per poter depositare il proprio brevetto, facendoselo riconoscere ufficialmente.
Prenderemo come riferimento l'EPO, ovvero l'European Patent Office.
La domanda dovrà essere effettuata in una delle tre lingue ufficiali (Tedesco, Inglese, Francese) perciò se nessuna delle tre risulterà essere la lingua del richiedente del brevetto, egli dovrà comunque effettuare un lavoro di traduzione.
L'EPO supporta un sistema di deposito della domanda online, in cui si dovrà, come nella versione fisica, riempire il form 1001, modulo in cui dovranno essere fornite le seguenti:
Ecco una guida, messa a disposizione dall'EPO stesso, su come compilare il modulo.
Entro un mese dal deposito della domanda devono essere pagate le tasse di domanda.
In seguito vengono eseguite delle ricerche di anteriorità, accertandosi che l'invenzione soddisfi i tre requisiti fondamentali (Novità, Originaltà, Industrialità); dopo 18 mesi dalla deposizione, la domanda di brevetto viene pubblicata (quindi accessibile a terzi), insieme al rapporto di ricerca. Il titolare dunque può richiedere di procedere con l'esame pratico (pagando una relativa tassa), entro l'arco di 6 mesi, durante i quali egli sarà in grado di rispondere ad eventuali perplessità, inoltrando proprie osservazioni e repliche.
In seguito a questo esame, si decide se concedere o meno il brevetto; in caso di rigetto, il richiedente può ricorrere ad un appello, pagando delle relative tasse.
Una volta concesso il brevetto, ad esso verrà assegnato un numero e una data di concessione.
Per poter affermare la validità del brevetto, esso dovrà essere convalidato in uno o più stati che aderiscono all'EPO, tra quelli inseriti dal richiedente nel modulo iniziale.
Il brevetto, dalla data di deposizione, ha una validità di 20 anni.
Fonti:
[1] https://www.ufficiobrevetti.it/brevetti/brevetto-europeo/
[2] https://www.studioferrario.it/brevetto/come-depositare-un-brevetto/
[3] http://www.uibm.gov.it/index.php/brevetti/brevettare-all-estero/il-brevetto-europeo
[4] https://uibm.mise.gov.it/index.php/it/brevetti
[5] https://uibm.mise.gov.it/attachments/category/222/Istruzioni%20per%20la%20richiesta%20di%20concessione%20di%20un%20brevetto%20europeo.pdf
[6] http://documents.epo.org/projects/babylon/eponet.nsf/0/8266ED0366190630C12575E10051F40E/$File/how_to_get_a_european_patent_2019_en.pdf
[7] https://www.epo.org/applying/basics.html
Prenderemo come riferimento l'EPO, ovvero l'European Patent Office.
La domanda dovrà essere effettuata in una delle tre lingue ufficiali (Tedesco, Inglese, Francese) perciò se nessuna delle tre risulterà essere la lingua del richiedente del brevetto, egli dovrà comunque effettuare un lavoro di traduzione.
![]() |
| Logo dell'EPO |
FASE 1: La ricerca preliminare
Prima di procedere alla domanda vera e propria, è buona cosa eseguire una ricerca di anteriorità al fine di individuare, se esistenti, dei brevetti con delle similarità tecniche a quello che si vorrebbe presentare; è importante essere certi che il proprio progetto o invenzione possa fin da subito soddisfare i tre requisiti fondamentali di ogni nuovo brevetto:- LA NOVITÀ: il progetto in questione non deve essere MAI stata resa noto al pubblico; una pubblicazione su un giornale scientifico, l'esposizione in un catalogo, la presentazione ad una conferenza, azzereranno le possibilità di poter ottenere un brevetto. L'invenzione deve rimanere segreta;
- L'ORIGINALITÀ: l'invenzione non deve risultare un'ovvietà per la società scientifica; un inventore NON può ottenere un brevetto per un'invenzione nata da delle semplici modifiche ad una già esistente (pezzi che hanno la stessa funzione, cambiamento di unità di misura, sostituire un materiale, ecc...). Deve risultare come una soluzione originale;
- L'INDUSTRALITÀ: l'invenzione in questione deve poter essere prodotta e utilizzata da QUALSIASI tipo di industria; deve essere tecnicamente e materialmente utilizzabile, per cui non può essere un mero esercizio intellettuale. L'invenzione deve essere impiegabile.
FASE 2: Deposizione della domanda
A questo punto bisogna procedere alla redazione della domanda da inviare all'Ufficio Brevetti; per poter far arrivare la propria proposta ad una delle sedi dedicate, solitamente bisogna contattare gli enti del proprio paese di residenza (in Italia la domanda va depositata alla Camera di Commercio, a Roma).L'EPO supporta un sistema di deposito della domanda online, in cui si dovrà, come nella versione fisica, riempire il form 1001, modulo in cui dovranno essere fornite le seguenti:
- una domanda di sovvenzione;
- una descrizione dell'invenzione;
- eventuali rivendicazioni;
- disegni tecnici;
- un estratto.
Ecco una guida, messa a disposizione dall'EPO stesso, su come compilare il modulo.
Entro un mese dal deposito della domanda devono essere pagate le tasse di domanda.
FASE 3: Esaminazione della domanda
In seguito al deposito della domanda, si procederà alla sua esaminazione: si controlla che tutte le documentazioni siano presenti e regolari e ci si accerta che tutte le tasse siano state pagate.In seguito vengono eseguite delle ricerche di anteriorità, accertandosi che l'invenzione soddisfi i tre requisiti fondamentali (Novità, Originaltà, Industrialità); dopo 18 mesi dalla deposizione, la domanda di brevetto viene pubblicata (quindi accessibile a terzi), insieme al rapporto di ricerca. Il titolare dunque può richiedere di procedere con l'esame pratico (pagando una relativa tassa), entro l'arco di 6 mesi, durante i quali egli sarà in grado di rispondere ad eventuali perplessità, inoltrando proprie osservazioni e repliche.
In seguito a questo esame, si decide se concedere o meno il brevetto; in caso di rigetto, il richiedente può ricorrere ad un appello, pagando delle relative tasse.
FASE 4: Accettazione della domanda
Se l'esame passa con esito positivo, il richiedente verrà avvisato ed avrà 4 mesi di tempo per pagare la tassa di concessione, depositando inoltre il testo della descrizione e della rivendicazione in due ulteriori lingue, rispetto a quella scelta.Una volta concesso il brevetto, ad esso verrà assegnato un numero e una data di concessione.
Per poter affermare la validità del brevetto, esso dovrà essere convalidato in uno o più stati che aderiscono all'EPO, tra quelli inseriti dal richiedente nel modulo iniziale.
Il brevetto, dalla data di deposizione, ha una validità di 20 anni.
![]() |
| Esempio di brevetto europeo |
Fonti:
[1] https://www.ufficiobrevetti.it/brevetti/brevetto-europeo/
[2] https://www.studioferrario.it/brevetto/come-depositare-un-brevetto/
[3] http://www.uibm.gov.it/index.php/brevetti/brevettare-all-estero/il-brevetto-europeo
[4] https://uibm.mise.gov.it/index.php/it/brevetti
[5] https://uibm.mise.gov.it/attachments/category/222/Istruzioni%20per%20la%20richiesta%20di%20concessione%20di%20un%20brevetto%20europeo.pdf
[6] http://documents.epo.org/projects/babylon/eponet.nsf/0/8266ED0366190630C12575E10051F40E/$File/how_to_get_a_european_patent_2019_en.pdf
[7] https://www.epo.org/applying/basics.html
mercoledì 13 maggio 2020
STEP#15: NEL NOVECENTO
Il Novecento fu un'epoca eterogenea, che vide in atto ben due Guerre Mondiale le quali, purtroppo, segnarono nel profondo il genere umano.
I brevetti creati in questo secolo sono innumerevoli e molti hanno rivoluzionato il campo della tecnica ma, in questo post, ci concentreremo solamente su le varie convenzioni e leggi che, finalmente, portarono alla formazione degli Uffici Brevetti e leggi brevettuali come le conosciamo oggi.
Essa è suddivisa in 4 parti:
Data la rapida nascita ed evoluzione di nuove branche scientifiche, è risultato necessario l'aggiornamento dei preesistenti Uffici Brevetti e la creazione di organi supra-nazionali.
Ecco il trattato in versione pdf.
Per vedere come si può ottenere un brevetto a livello europeo, clicca qui.
L'obiettivo principale è quello di assottigliare le differenze che esistono nei vari sistemi nazionali, principalmente nei confronti della protezione della proprietà intellettuale; ogni governo dei paesi firmatari deve rispettare il livello minimo di protezione imposto dall'accordo.
Fonti:
[1] https://en.wikipedia.org/wiki/Patent_Act_of_1952
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Brevetto#La_brevettazione_internazionale
[3] https://petpat.lv/en_lv/news/a-brief-history-of-the-patent-system/
[4] https://onlinellm.usc.edu/blog/history-of-patent-law/
[5] https://www.ufficiobrevetti.it/wipo/
I brevetti creati in questo secolo sono innumerevoli e molti hanno rivoluzionato il campo della tecnica ma, in questo post, ci concentreremo solamente su le varie convenzioni e leggi che, finalmente, portarono alla formazione degli Uffici Brevetti e leggi brevettuali come le conosciamo oggi.
Provvedimenti a livello nazionale
Stati Uniti
Nel 1952 viene promulgata un'altra Patent Act, che andrà a chiarificare e semplificare la legge sui brevetti già esistente ma non solo: tramite questo atto viene aggiunto il requisitò della non-ovvietà dell'invenzione.Essa è suddivisa in 4 parti:
- Vengono elencate le disposizioni dell' USPTO ed il potere e i doveri di quest'ultimo;
- Viene chiarificato come e quando è possibile ottenere un brevetto;
- Tratta dei brevetti in sè e del tipo di protezione che forniscono;
- Riguarda il Patent Cooperation Treaty.
Altri Paesi
In altri paesi del globo, come la Germania, l'Inghilterra, la Nuova Zelanda... durante la prima parte del Ventesimo secolo vengono promulgate moltissime leggi dedite a organizzare e chiarificare procedimenti e requisiti legati al mondo brevettuale.Data la rapida nascita ed evoluzione di nuove branche scientifiche, è risultato necessario l'aggiornamento dei preesistenti Uffici Brevetti e la creazione di organi supra-nazionali.
Provvedimenti a livello internazionale ed europeo
Ecco le più significarive convenzioni che, a livello internazionale ed europeo, hanno costituito degli organi omogenei, dedicati alla preservazione della proprietà intellettuale e industriale.WIPO
In italiano Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale, viene fondata nel 1967 ed è un corpo appartenente all'organizzazione delle nazioni unite. I suoi obbiettivi sono principalmente due:- Promuovere la tutela della proprietà intellettuale in tutto il mondo;
- Assicurare la cooperazione amministrativa tra le Unioni di proprietà intellettuale, centralizzandole.
![]() |
| Logo dell WIPO |
Trattato di cooperazione in materia di brevetti
Firmato a Washington il 19 giugno del 1970, è un trattato a livello internazionale e multilaterale, che entrò in vigore solamente il 24 gennaio 1978. Inizialmente aderirono solamente 14 Stati ma, al giorno d'oggi, i membri sono diventati 148; grazie ad esso, se un inventore che appartiene ad uno Stato aderente desidera fare una domanda di brevetto, l'ufficio a cui dovrà rivolgersi risulterà unico. Per i richiedenti italiani, l'ufficio di referenza è l'Ufficio Europeo dei brevetti.Ecco il trattato in versione pdf.
Convenzione sulla Concessione dei Brevetti Europei
Tenutasi il 5 ottobre 1973 a Monaco di Baviera, deliberò un trattato in cui tutti gli Stati Membri firmatari si sarebbero rivolti all'Ufficio Europeo dei brevetti per chi volesse depositarne uno. Tramite il trattato risulta possibile un rilascio brevettuale unificato a tutti i paesi sottoscriventi.Per vedere come si può ottenere un brevetto a livello europeo, clicca qui.
![]() |
| Francobollo commemorativo |
Accordo TRIPs
In inglese The Agreement on Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights, l'accordo venne firmato il 1 gennaio del 1995 promosso dal WTO, l'organizzazione mondiale del commercio. L'accordo è stato stilato con l'obiettivo di creare uno standard nella considerazione dell proprietà intellettuale in generale; infatti non tratta solo di brevetti, ma anche di marchi, questioni di copyright, industrial design e altro.L'obiettivo principale è quello di assottigliare le differenze che esistono nei vari sistemi nazionali, principalmente nei confronti della protezione della proprietà intellettuale; ogni governo dei paesi firmatari deve rispettare il livello minimo di protezione imposto dall'accordo.
![]() |
| Logo WTO |
Fonti:
[1] https://en.wikipedia.org/wiki/Patent_Act_of_1952
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Brevetto#La_brevettazione_internazionale
[3] https://petpat.lv/en_lv/news/a-brief-history-of-the-patent-system/
[4] https://onlinellm.usc.edu/blog/history-of-patent-law/
[5] https://www.ufficiobrevetti.it/wipo/
STEP#14: NELL'OTTOCENTO
Diciannovesimo secolo. Siamo in piena Rivoluzione Industriale, che entra nella sua seconda fase, caratterizzata dalla scoperta di nuove forme di energia, come il petrolio e l'elettricità e dallo sviluppo di nuovi mezzi di trasporto. È il momento della Belle Epoque, della fiducia cieca nel progresso, nella scienza e nella tecnica.
Ecco alcuni brevetti interessanti e, soprattutto, le tappe fondamentali che ci fanno sempre più avvicinare a un sistema ufficiale in grado di rilasciare brevetti seguendo delle regole ben precise.
Ma le cose cambiarono con il Patent Law Amendment Act datato 1852 che stabilì il primo Patent Office inglese nell'ottobre dello stesso anno; il vecchio sistema venne rinnovato completamente. Infatti la procedura venne semplificata, divenne obbligatorio presentare una descrizione della propria invenzione, furono resi pubblici gli archivi brevettuali, non fu più necessario richiedere diversi brevetti per i diversi paesi presenti nell'isola britannica ed i costi della procedura vennero ridotti di almeno 3/4.
Nel 1883 venne emesso il Patents, Designs, and Trade Marks Act, grazia al quale vennero introdotte le esaminazioni delle invenzioni affinchè si constatasse che la descrizione risultasse fedele al progetto: non venivano ancora effettuate ricerche sulla novità dell'invenzione.
Nel 1844 finalmente viene promulgata una legge a riguardo, sospinta anche da un clima particolare che permeava in tutta Europa; da un punto di vista economico e industriale la Francia aveva bisogno di una spinta, soprattutto nel campo dei macchinari. La legge prevedeva 3 tipi di invenzioni: nuovi prodotti industriali, nuovi metodi e la nuova applicazione di metodo già conosciuti nel campo industriale. Inoltre l'invenzione doveva soddisfare due requisiti: di essere nuova e avere un carattere industriale. Processi puramente teorici non potevano essere brevettati.
Con questa nuova legge si voleva andare a risollevare l'economia francese.
Fonti:
[1] https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_patent_law
[2] https://petpat.lv/en_lv/news/a-brief-history-of-the-patent-system/
[3] https://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Trevithick
[4] https://artpatent.ru/en/news/the-inventions-no-one-believed-in-locomotive/
[5] https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_United_States_patent_law
[6] https://www.createip.co.nz/brief-history-patents/
[7] https://it.wikipedia.org/wiki/Convenzione_di_Parigi_per_la_protezione_della_propriet%C3%A0_industriale
[8] https://eh.net/encyclopedia/an-economic-history-of-patent-institutions/
[9] https://halshs.archives-ouvertes.fr/halshs-00544730v2/document
[10] https://core.ac.uk/download/pdf/47163074.pdf
Ecco alcuni brevetti interessanti e, soprattutto, le tappe fondamentali che ci fanno sempre più avvicinare a un sistema ufficiale in grado di rilasciare brevetti seguendo delle regole ben precise.
La Pen-y-Darren
Venne brevettata nel 1804 da Richard Trevithick ed è la prima locomotiva alimentata a vapore che riuscì a percorrere una ferrovia, con la bellezza di 5 vagoni e 70 uomini di carico: è considerabile come il primo treno della storia della tecnologia. In seguitò egli vendette i suoi brevetti, ma diede un grande shock alla comunità scientifica, dimostrando possibile qualcosa che, fino a meno di un secolo prima, veniva considerata come mera fantasia.![]() |
| La Pen-y-Darren |
Brevetto "al femminile"
Il 5 maggio 1809, Mary Dixon Kies decide di rompere gli stereotipi femminili e deposita il suo brevetto, riguardante un nuovo processo di intrecciatura dei fili di paglia con quelli di seta, dedicata alla produzione di cappelli. Ovviamente non fu la prima donna a inventare nuove procedure o simili, ma fu la prima a brevettare una propria invenzione negli Stati Uniti. Purtroppo non ricevette mai gli incassi che le sarebbero spettati, ma la sua nuova tecnica diede un enorme "boost" nella produzione di cappelli a livello transatlantico.![]() |
| Mary Kies |
Dal punto di vista legale...
Questo secolo si rivelò fondamentale per l'introduzioni di Uffici dedicati e nuove leggi per quanto riguarda la brevettabilità delle nuove invenzioni.Stati Uniti
Nel 1802 venne aperto il primo Ufficio Brevetti degli USA, che oggi porta il nome di USPTO (United States Patent and Trademark Office). Con il Patent Act datato 1836, questo ufficio venne leggermente modificato da un punto di vista amministrativo e, cosa importantissima, tutti i brevetti finora registrati vennero resi accessibili al pubblico, in modo tale da permettere a chi volesse brevettare una propria invenzione, di effettuare una ricerca di anteriorità; in questo modo la qualità dei brevetti aumentò considerevolmente. Inoltre fu possibile richiedere un'estensione di 7 anni rispetto ai 14 originari della durata del proprio brevetto, solo di fronte a delle ragioni appropriate. Da quel momento in poi, i nuovi brevetti vennero registrati tramite un numero, mentre tutti quelli precedenti venivano accompagnati dalla lettera X.![]() |
| Il primo brevetto registrato a partire dal Patent Act |
Regno Unito
Nell'Impero Britannico si stavano creando delle tensioni molto simili a quelle di due secoli prima: i brevetti venivano rilasciati in modo arbitrario, andando a benificiare pochi alle spese del popolo. Molti articoli "anti-brevetti" vennero pubblicati, ma non si arrivò mai ad una abolizione definitiva del sistema. Quest'ultimo, c'è da riconoscere, risultava ormai troppo obsoleto per la società dinamica che si stava venendo a formare: il processo per ottenere un brevetto era lungo, dispendioso, e gli uffici dedicati non erano gestiti da persone competenti.Ma le cose cambiarono con il Patent Law Amendment Act datato 1852 che stabilì il primo Patent Office inglese nell'ottobre dello stesso anno; il vecchio sistema venne rinnovato completamente. Infatti la procedura venne semplificata, divenne obbligatorio presentare una descrizione della propria invenzione, furono resi pubblici gli archivi brevettuali, non fu più necessario richiedere diversi brevetti per i diversi paesi presenti nell'isola britannica ed i costi della procedura vennero ridotti di almeno 3/4.
Nel 1883 venne emesso il Patents, Designs, and Trade Marks Act, grazia al quale vennero introdotte le esaminazioni delle invenzioni affinchè si constatasse che la descrizione risultasse fedele al progetto: non venivano ancora effettuate ricerche sulla novità dell'invenzione.
![]() |
| Patents, Designs, and Trade Marks Act |
Francia
Le leggi concernenti i brevetti prevedevano delle procedure piuttosto blande, senza nessuna commissione che giudicasse l'invenzione in questione: questo aspetto venne fatto notare molto spesso durante la prima metà del 1800 (venne fatta presente nel 1811 e 1814) e solo nel 1828 venne formata una commissione che sis arebbe dovuta occupare di una riforma sulle leggi sui brevetti.Nel 1844 finalmente viene promulgata una legge a riguardo, sospinta anche da un clima particolare che permeava in tutta Europa; da un punto di vista economico e industriale la Francia aveva bisogno di una spinta, soprattutto nel campo dei macchinari. La legge prevedeva 3 tipi di invenzioni: nuovi prodotti industriali, nuovi metodi e la nuova applicazione di metodo già conosciuti nel campo industriale. Inoltre l'invenzione doveva soddisfare due requisiti: di essere nuova e avere un carattere industriale. Processi puramente teorici non potevano essere brevettati.
Con questa nuova legge si voleva andare a risollevare l'economia francese.
La Convenzione di Parigi per la Protezione della Proprietà Industriale
Venne firmata a Parigi il 20 marzo 1883 e fu uno dei primi trattati concernenti la proprietà industriale e intellettuale. Venne allora firmata solamente da 11 Paesi (Belgio, Brasile, Francia, Guatemala, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, El Salvador, Serbia, Spagna e Svizzera) e "fu uno dei primi trattati volti a tutelare la proprietà industriale nel senso più ampio, applicandosi a marchi, brevetti, modelli di utilità, disegni e modelli industriali" (fonte); essa riconosce tramite il diritto di reciprocità l'uguaglianza in fatto di trattamento di proprietà industriale e intellettuale in tutti i paesi e, tramite il diritto di priorità la possibilità di depositare in un Paese appartenente all'Unione il proprio brevetto, avendone, per l'appunto, la priorità assoluta. Così si minimizzava il rischio del "furto di idee" tra scienziati di differenti paesi.![]() |
| Francobollo commemorativo |
Fonti:
[1] https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_patent_law
[2] https://petpat.lv/en_lv/news/a-brief-history-of-the-patent-system/
[3] https://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Trevithick
[4] https://artpatent.ru/en/news/the-inventions-no-one-believed-in-locomotive/
[5] https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_United_States_patent_law
[6] https://www.createip.co.nz/brief-history-patents/
[7] https://it.wikipedia.org/wiki/Convenzione_di_Parigi_per_la_protezione_della_propriet%C3%A0_industriale
[8] https://eh.net/encyclopedia/an-economic-history-of-patent-institutions/
[9] https://halshs.archives-ouvertes.fr/halshs-00544730v2/document
[10] https://core.ac.uk/download/pdf/47163074.pdf
domenica 5 aprile 2020
STEP#06: UN SALTO NELLA LETTERATURA
Quando ci si occupa di argomenti di ambito scientifico, o semplicemente collegati in qualche modo ad esso, non ci si aspetterebbe mai di entrare in un mondo prettamente umanistico, come quello della letteratura; ma ecco qui un libro che ha come tema centrale l'azione-topic del mio blog, "brevettare".
Disponibile gratuitamente online, il libro La Filosofia del Brevetto è formato da undici brevi racconti (accompagnati dalle illustrazioni di Felix Petruška), precedentemente pubblicati in modo separato, mese dopo mese, sulla rivista Wired.
Il concetto alla base di questa opera di Marco Mavaldi è molto semplice, ma allo stesso tempo brillante e si riassume alla perfezione in una domanda: "cosa sarebbe successo se le grandi invenzioni di gente come Zuckerberg o Leonardo da Vinci fossero state bloccate, bocciate o rimandate da un ottuso funzionario pubblico?"[1]
L'autore decide così di far affrontare undici menti geniali dei nostri secoli con alcuni impiegati di un ipotetico Ufficio Brevetti, dotati di poca fantasia e flessibilità mentale.
Ecco qui un estratto del primo racconto, in cui l'impiegato respinge l'idea della Macchina Volante di Leonardo da Vinci:
"-Vedete, messer Leonardo, una invenzione è una organizzazione dei fenomeni naturali che l’uomo, ogni uomo, possa sfruttare a proprio piacimento. Quello che mi proponete non è destinato a funzionare. Ci vorrebbe una sorgente di forza non animale, in grado di generare molta forza rispetto a quanto pesa. E, permettetemi una celia, dato che avete studiato sì bene come l’uccello si alza e resta su, una tale sorgente di forza che funzionasse per ogni uomo sarebbe senza alcun dubbio da brevettare.-
- Vero. – Leonardo, senza minimamente sorridere, annuì gravemente."
Ecco qui il PDF del libro: http://statics.wired.it/files/site/20150210/la_filosofia_del_brevetto.pdf
Fonti:
[1]: https://www.wired.it/amp/65665/attualita/media/2015/02/10/brevetto-gratis-malvaldi/
Disponibile gratuitamente online, il libro La Filosofia del Brevetto è formato da undici brevi racconti (accompagnati dalle illustrazioni di Felix Petruška), precedentemente pubblicati in modo separato, mese dopo mese, sulla rivista Wired.
Il concetto alla base di questa opera di Marco Mavaldi è molto semplice, ma allo stesso tempo brillante e si riassume alla perfezione in una domanda: "cosa sarebbe successo se le grandi invenzioni di gente come Zuckerberg o Leonardo da Vinci fossero state bloccate, bocciate o rimandate da un ottuso funzionario pubblico?"[1]
L'autore decide così di far affrontare undici menti geniali dei nostri secoli con alcuni impiegati di un ipotetico Ufficio Brevetti, dotati di poca fantasia e flessibilità mentale.
Ecco qui un estratto del primo racconto, in cui l'impiegato respinge l'idea della Macchina Volante di Leonardo da Vinci:
"-Vedete, messer Leonardo, una invenzione è una organizzazione dei fenomeni naturali che l’uomo, ogni uomo, possa sfruttare a proprio piacimento. Quello che mi proponete non è destinato a funzionare. Ci vorrebbe una sorgente di forza non animale, in grado di generare molta forza rispetto a quanto pesa. E, permettetemi una celia, dato che avete studiato sì bene come l’uccello si alza e resta su, una tale sorgente di forza che funzionasse per ogni uomo sarebbe senza alcun dubbio da brevettare.-
- Vero. – Leonardo, senza minimamente sorridere, annuì gravemente."
![]() |
| Illustrazione del racconto |
Ecco qui il PDF del libro: http://statics.wired.it/files/site/20150210/la_filosofia_del_brevetto.pdf
Fonti:
[1]: https://www.wired.it/amp/65665/attualita/media/2015/02/10/brevetto-gratis-malvaldi/
Iscriviti a:
Post (Atom)
STEP#25: POST FINALE
Ed eccoci giunti al post finale di questo blog; dopo quasi tre mesi di ricerche e pubblicazioni, penso che sia il caso di fare un riassunto ...
-
Il vocabolario online della Treccani ci fornisce un significato del verbo brevettare : "v. tr. [der. di brevetto ] ( io brevétto...
-
In questo post ci addentreremo nell'aspetto più legale e burocratico che caratterizza il "brevetto" nella nostra epoca: daremo...











