domenica 3 maggio 2020

STEP#12.2: NELL'EPOCA MODERNA

Con età moderna convenzionalmente ci riferiamo a quel lasso di tempo che segue l'epoca medievale e precede quella contemporanea, e che quindi parte dalla scoperta dell'America (1492 d.C) e si conclude con il Congresso di Vienna (1815 d.C).
Sebbene questo periodo finisca all'inizio del XIX secolo, in questo post ci fermeremo prima; per la precisione nel 1760, data della Prima Rivoluzione Industriale, tenutasi in Inghilterra.

Il Cinquecento

Nell'arco di questo secolo, i contratti relativi a privilegi nei confronti di inventori concernevano principalmente il settore mercantile e produttivo e lo Statuto dei Brevetti veneziano rimaneva l'unico a compiere un lavoro ufficiale a livello internazionale.

La genesi del diritto d'autore

Verso la fine del Quattrocento, in seguito all'invenzione della stampa a caratteri mobili, datata 1455, cominciarono a sorgere problemi per quanto riguarda il diritto d'autore e l'esclusività della stampa di un determinato tomo. Nel 1469 venne concessa a Giovanni Spira, da parte delle autorità veneziane, il monopolio della stampa delle Naturalis Historia di Plinio il vecchio.
Il primo privilegio dedicato all'autore Antonio Sabellico, invece, risale al 1486, sempre in territori veneziani; da quel momento in poi sempre più privilegi vennero richiesti e la prima legge regolamentatrice arrivò solamente nel 1603.

Stampa a caratteri mobili

L'industra vetraria

Nel Cinquecento vennero inventate delle nuove tecniche decorative nel campo della soffiatura del vetro.
Un primo esempio risale al 1527, anno in cui i vetrai di Murano Filippo e Bernardo Catani brevettarono la propria tecnica della filigrana a retortoli, di cui avrebbero detenuto il monopolio per 10 anni.
Successivamente, nel 1549 Vincenzo d'Angelo brevettò il graffito a punta di diamante applicato ai soffiati, di cui ebbe il monopolio della durata di 10 anni, garantito dal Doge.
Il veneziano Jacopo Verzelini si trasferì a Londra nel 1571 e, nel 1574, ottenne il privilegio reale di poter produrre il proprio vetro alla façon de Venise a patto di istruire anche i vetrai inglesi.

Tecnica della filigrana a retortoli

Il Seicento

Dalla metà fino alla fine del secolo precedente(dal 1561 fino al 1590), in Inghilterra, la regnante Elizabeth I aveva concesso una cinquantina di privilegi per quanto riguarda il monopolio e la vendita di merce come sapone, vetro, coltelli, ferro e carta; questi venivano garantiti esclusivamente dalla corona, ma non esisteva ancora un sistema che ne regolasse rigorosamente la distribuzione.

Anche nel regno di Francia privilegi del genere erano distribuiti dalla Corona, in particolare dalla Maison du Roi e dal Parlamento.

Statute of Monopolies

Purtroppo il sistema di privilegi che doveva tanto aiutare e far evolvere l'economia dell'Inghilterra e renderla autosufficiente, cominciò ad essere abusato, in primis dalla regina Elisabetta I; ella cominciò a tassare coloro che detenevano certi monopoli, persino delle merci più basilari, come l'amido ed il sale. Il suo successore, James I, non fu da meno; ma il malcoltento nella popolazione cresceva e perciò, ad un certo punto, si trovò costretto a revocare tutti i privilegi concessi e di riservarli solamente a progetti e nuove invenzioni.
Il 29 maggio 1624, nella speranza di ridimensionare il potere del monarca, il Parlamento inglese approvò il primo Act of Parliament dedicato alla legislazione dei brevetti in Inghilterra; lo Statute of Monopolies.
Questo statuto viene considerato come un momento cruciale nella storia dei brevetti.

La sezione 6 del documento stabilisce le condizioni per cui un brevetto poteva essere garantito:

shall not extend to any letters patents (b) and grants of privilege for the term of fourteen years or under, hereafter to be made, of the sole working or making of any manner of new manufactures within this realm (c) to the true and first inventor (d) and inventors of such manufactures, which others at the time of making such letters patents and grants shall not use (e), so as also they be not contrary to the law nor mischievous to the state by raising prices of commodities at home, or hurt of trade, or generally inconvenient (f): the same fourteen years to be acccounted from the date of the first letters patents or grant of such privilege hereafter to be made, but that the same shall be of such force as they should be if this act had never been made, and of none other (g).

Court of King's Bench


Il primo brevetto in Nord America

Nel 1641 viene concesso il primo brevetto a un abitante delle colonie inglesi in America centrale, Samuel Winslow, da parte della Massachusetts General Court, che gli garantì il diritto di 10 anni di produrre il sale secondo un suo particolare metodo.

Inoltre, questo articolo di giornale del 26 settembre del 1942 ci informa che qualche anno dopo, nel 1646, venne concesso un brevetto sempre dalla stessa corte a Joseph Jenkens, riguardo l'invenzione di un mulino per la produzione di asce.

L'articolo in questione

Le Grandi Accademie delle Scienze

Il 28 Novembre del 1660 venne fondata in Inghilterra la Royal Society, un'associazione scientifica britannica rivolta alla promozione dell'eccellenza scientifica a beneficio della società.
Nel 1666, a Parigi, venne istituita la Académie royale des Sciences, che riuniva i più rilevanti scienziati del tempo affinchè discutessero di varie discipline scientifiche.
Ma cosa lega queste due istituzioni? Grazie ad esse l'innovazione tecnologica legata alle nuove invenzioni divenne un affare pubblico e mirate giurie di esperti e scienziati vennero formate affinchè le innovazioni venissero analizzate, giudicate e, se idonee, approvate.



Fonti:
[1] https://en.wikipedia.org/wiki/Statute_of_Monopolies#Background
[2] https://www.downtoearth.org.in/coverage/a-17th-century-inspiration-11427
[3] https://cambridge.dlconsulting.com/cgi-bin/cambridge?a=d&d=Sentinel19420926-01.2.46&e=-------en-20--1--txt-txIN-------
[4] https://en.wikipedia.org/wiki/Patent#History
[5] http://www.treccani.it/enciclopedia/accademia-delle-scienze-di-parigi_%28Dizionario-delle-Scienze-Fisiche%29/
[6] https://it.wikipedia.org/wiki/Royal_Society
[7] https://www.codiceedizioni.it/files/2011/10/Marchis_estratto_sito.pdf

STEP#12.1: NELL'EPOCA MEDIEVALE

Definiamo come Medioevo (Media Aetas) quell'epoca della Storia dell'umanità che va dalla caduta dell'Impero Romano di Occidente (476 d .C) fino alla scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo (1492 d.C). Alcuni studiosi, però, considerano come anno di conclusione di quest'epoca il 1453 d.C, anno della caduta di Costantinopoli.

Analizziamo a fondo i due scaglioni principali che costituirono l'età di mezzo.

Alto Medioevo (476 d.C - 1000 d.C circa)

Quest'epoca si rivelò molto particolare e travagliata, in quanto ci risulta come un periodo di transizione dai regni della Tarda Antichità alla frammentarietà tipica medievale. Infatti, perlomeno in Europa, la successione di vari regni e dinastie comportò la distruzione dell'unità caratteristica dell'Impero Romano. La popolazione si dedicò specialmente all'attività agricola di sussistenza, ignorando un'educazione adeguata, riservata solo agli ecclesiastici. Si arrivò infine ad un sistema feudale, che creò così dei veri e propri mini-stati indipendenti.
In questo periodo non ci arriva nessun tipo di testimonianza concernente la protezione riservata ad inventori ed autori.


Basso Medioevo (1000 d.C circa - 1492 d.C)

A partire da questo periodo iniziarono a crearsi i primi Stati Nazionali (Francia, Italia meridionale, Inghilterra..), mentre in Germania si affermano i primi Comuni. Inoltre possiamo individuare le prime forme di privilegi garantiti dalla Corona stessa, senza però la creazione di un sistema vero e proprio sistema dedicato. Questi privilegi erano solitamente riconosciuti tramite delle Litterae Patents, tradotto "lettere aperte", le quali erano di natura pubblica senza, per l'appunto, l'utilizzo di un sigillo per chiuderle e renderle di natura privata (Litterae Clause).

 

 I tessuti di Bonofusus de Sancta Columba - 1236

Nel 1236 il Re di Inghilterra Enrico III garantì a Bonofusus de Sancta Columba un privilegio della durata di 15 anni per la produzione di tessuti in vari colori nella regione di Bordeaux.

Tintori medievali

Litterae Patents di Edoardo III - 1331

Il 16 luglio 1331 il Re inglese Edoardo III concesse al tessitore fiammingo John Kempe una litterae patents, permettendo a lui e ai suoi collaboratori di stabilirsi in Inghilterra e portare avanti liberamente la loro professione in territorio inglese. In questo modo il sovrano ebbe l'occasione di far prosperare l'attività tessile nel suo paese.

Tessitori medievali

 

Badalone di Brunelleschi - 1421

Nel giugno del 1421, l'architetto fiorentino Filippo Brunelleschi si stava occupando del progetto della cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore. La costruzione di quest'ultima comportava l'utilizzo di marmo proveniente dagli scavi di Carrara; come poter trasportarlo fino al luogo dei lavori, allora?
L'architetto progettò e costruì un battello , che chiamò Badalone, di cui egli esigè il brevetto, che gli riconosceva l'esclusività dell'invenzione per un periodo di 3 anni. Il primo vero e proprio brevetto della storia. Ogni copia del suddetto battello, se prodotta illecitamente, doveva essere bruciata. Il Brunelleschi dovette smuovere tutta l'Opera del Duomo di Firenze per questa esigenza contrattuale.

Progetto del Badalone

Statuto dei Brevetti - 19 marzo 1474

In questa data, la Serenissima Repubblica di Venezia approvò una legge che finalmente istituì un organo totalmente dedicato al riconoscimento di brevetti industriali; i veneziani furono perciò i primi a livello internazionale a garantire una protezione nei confronti di coloro che, con le loro invenzioni, riuscivano a portare delle novità nella Repubblica. Lo Statuto dei Brevetti fu approvato con 116 voti favorevoli, 10 contrari e 3 astenuti.
L'invenzione doveva perciò soddisfare dei requisiti particolari (molto simili a quelli dei moderni sistemi brevettuali) e il suo autore deteneva così il suo monopolio per 10 anni; dal 1474 alla caduta della Serenissima vennero concessi oltre duemila brevetti per novi et ingegnosi artificij in materia di mulini, macchine scavatrici, metodi per la tintura dei tessuti, medicamenti e molto altro ancora[7].

Statuto dei Brevetti, in dialetto veneziano



Fonti:
[1] https://propintel.uexternado.edu.co/a-brief-history-of-patent-law-from-middle-age-privileges-to-wto-rules/
[2] https://www.englandsimmigrants.com/page/individual-studies/john-kempe-and-friends
[3] https://iltirreno.gelocal.it/empoli/cronaca/2012/05/13/news/il-misterioso-badalone-ideato-da-brunelleschi-e-studiato-da-nanni-1.4507336
[4] http://met.provincia.fi.it/news.aspx?id=6402
[5] https://www.investopedia.com/terms/l/letters-patent.asp
[6] https://en.wikipedia.org/wiki/Letters_patent
[7] https://qui.uniud.it/notizieEventi/cultura/brevetti-e-corporazioni-nella-repubblica-di-venezia
[8] https://it.qwe.wiki/wiki/Venetian_Patent_Statute
[9] https://www.avvenire.it/agora/pagine/invenzioni-made-in-italy

venerdì 24 aprile 2020

STEP#11: TORNARE A RESPIRARE AL TEMPO DEL COVID-19

A partire da qualche mese a questa parte la popolazione mondiale sta affrontando un nemico che, anche se sotto spoglie diverse, ha, in diverse fasi storiche, messo in ginocchio gran parte del globo.

Uno sguardo generale

Il nostro nuovo nemico è stato catalogato come SARS-CoV-2, più comunemente conosciuto come Coronavirus, il quale ha scatenato una pandemia estesa a tutto il territorio mondiale ed in continua evoluzione ed espansione (per osservare i dati aggiornati, clicca qui).
Questo virus colpisce in maniera molto profonda il sistema respiratorio, causando facilmente una polmonite che potrebbe acutizzarsi, fino a provocare una crisi respiratoria (per approfondire sui sintomi e gli effetti del Coronavirus, clicca qui).

Molti Paesi stanno affrontando una vera e propria emergenza sanitaria, in quanto scarseggiano i principali strumenti con cui è possibile affrontare una crisi di questo genere. Guanti, tute protettive, mascherine; questi strumenti devono essere tutti esclusivamente sterili, risultando perciò usa e getta. Questo comporta, quantitativamente, un'enorme richiesta mensile che, nel caso delle mascherine dedicate al personale sanitario, ammonta a circa 90 milioni di pezzi.


Personale sanitario

 

Drop: una mascherina ecosostenibile

Ma ecco che un'azienda in provincia di Ragusa, la Cappello Group, ha sviluppato e collaudato la mascherina "Drop", igienizzabile e riutilizzabile all'infinito. Grazie a questa nuova mascherina si risolvono due problemi principali: il dover reperire mensilmente un'immenso numero di mascherine, ed il non indifferente impatto ambientale causato dallo smaltimento di queste ultime.
Tutti i materiali di cui è composta sono Made in Italy: grazie alla sua produzione, non solo si attenueranno i problemi sopra citati, ma si riuscirà a sostenere le aziende italiane in questo periodo di difficoltà economiche.
Il brevetto europeo è già stato depositato e, a partire da fine maggio, la produzione prenderà piede.


Mascherina Drop


Charlotte: la valvola salvavita

Ma anche il numero di respiratori per assistere i pazienti non risulta abbastanza.
Per tentare di risolvere questo problema, l'azienda Isinnova ed il suo team, capitanato dall'ingegnere Cristian Fracassi, dopo aver ricevuto il progetto ideato dall'ex Primario dell’Ospedale di Gardone Valtrompia, il Dott. Renato Favero,  ha tentato di convertire delle maschere da snorkling in respiratori per i pazienti. In che modo? Attraverso una valvola, battezzata Charlotte, che consente, una volta attaccata attraverso un tubo ad un produttore di ossigeno o aria mista a ossigeno, al paziente di poterla respirare; l'aria che il paziente espirerà, verrà, prima di essere dispersa nell'ambiente, fatta passare attraverso un filtro.
La valvola è stata brevettata affinchè vengano evitate speculazioni sul prezzo; nonostante ciò, il suo progetto è stato reso pubblico a tutti gli ospedali dello Stato, in modo che la valvola possa essere facilmente stampata in 3D.


Valvola Charlotte applicata alla maschera da snorkling.

Fonti:
[1] https://www.r101.it/news/fuori-onda-news/1259021/ingegnere-converte-maschere-da-sub-in-respiratorie.html
[2] https://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/coronavirus-maschera-snorkeling-1.5079563
[3] https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2020/03/24/coronavirus-maschera-decathlon-respiratore.html
[4] http://www.strettoweb.com/2020/04/drop-mascherina-si-compra-una-sola-volta-riutilizzabile-infinito-sicilia/1002973/

STEP#10: UNA PELLICOLA

In questo step ci immergeremo nel mondo del cinema, alla ricerca di una scena in cui si possa riconoscere il verbo scelto, o una sua rilveante caratteristica.
Il film che ho deciso di prendere in considerazione è Flash of Genius, un film del 2008 che tratta della lotta giuridica tra l'inventore dei tergicristalli a intermittenza, Robert Kearns, e la compagnia automobilistica Ford, che ingiustamente si era appropriata della sua invenzione, che aveva persino brevettato.

Ecco una scena del film che, con una semplicità disarmante, spiega che è possibile inventare qualcosa di completamente nuovo seppur usando delle invenzioni già esistenti: questo è il cuore della novità, requisito necessario per ogni brevetto.



martedì 14 aprile 2020

STEP#09: A COLPI DI PENNELLO

L'orgoglio italiano Alessandro Volta, dopo anni di studi ed esperimenti interessandosi alle teorie di Luigi Galvani, il 20 marzo 1799 annuncia ufficialmente l'invenzione della sua pila elettrica. In seguito al riconoscimento ufficiale di tale creazione da parte della Royal Society, la sua fama si estese al di fuori del paese, fino a raggiungere Napoleone Bonaparte.

Nel seguente quadro di Giuseppe Bertini, datato 1891, raffigura l'incontro risalente al 7 novembre di 90 anni prima tra queste due personalità, in cui lo scienziato mostra fieramente la sua pila al generale. Quest'ultimo rimase così deliziato, che decise di premiarlo con un'ingente somma di denaro e la Legion d'Onore.

Alessandro volta mostra la pila a Napoleone, Giuseppe Bertini, 1891
Il quadro è conservato nel Tempio Voltiano, nei pressi di Como.

Fonti:
[1] https://www.ilbrevetto.news/2019/03/28/alessandro-volta-la-pila/
[2] https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera-sette/20150814/283935996439440
[3] https://www.torinoggi.it/2019/07/26/leggi-notizia/argomenti/idee-in-sviluppo/articolo/italiani-popolo-dinventori-5-invenzioni-made-in-italy-che-hanno-fatto-la-storia.html
[4] http://www.mondi.it/almanacco/voce/308003

STEP#08: PROPRIETÀ INTELLETTUALE NELL'ANTICHITÀ: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

Il brevetto come lo conosciamo oggi, non vanta origini antiche; infatti il primo organo che si preoccupò di riservare attenzioni agli inventori venne promulgato nella Repubblica di Venezia il 19 marzo 1474, sotto il nome di Statuto dei Brevetti.

Ciononostante, già a partire dall'Antica Grecia, siamo in grado di rintracciare dei sistemi, seppur molto rudimentali, di tutela della proprietà intellettuale e industriale.

Un brevetto "gourmet"

Lo scrittore egizio Ateneo Nucrati, nella sua opera I Dipnosofisti, ci racconta in un excursus di una pratica eseguita nella città di Sibari, intorno al VII-VI secolo a.C.
È il primo esempio documentato di un sistema brevettuale vero e proprio, dedicato non a un'invenzione tecnologica, ma a una ricetta culinaria: a colui che avesse inventato una ricetta originale ed elaborata, veniva riconosciuto ufficialmente il diritto esclusivo di poterla produrre e venderla per 12 mesi, senza che nessuno potesse copiarla. In questo modo si voleva incentivare l'inventiva dei cittadini, affinchè tutti potessero goderne, in primis il suo creatore.
 
The Dinner, Lawrence Alma Tadema, 1873, olio su legno

 

Un'epoca di privilegi

Sotto il regno dei primi sovrani della dinastia Tolemaica, ricordati per il loro interesse nei confronti di artisti e inventori (il loro diritto prevedeva l'esilio per chiunque copiasse un'opera letteraria), operava l'ingegnere greco Ctesibio di Alessandria, attivo durante III secolo a.C.
Di origini modeste, figlio di un barbiere, Ctesibio dimostrò sin da fanciullo di avere una mente brillante; ed è così che grazie sia alle sue macchine, soprattutto di uso bellico e pubblico, frutto di un ingegno fuori dal comune, sia alla sua fortuna di vivere sotto dei sovrani che sostenevano le arti e i loro artisti, riuscì a scalare la piramide sociale.
Ctesibio viene tutt'oggi considerato come uno dei pionieri dell'idraulica, il quale partorì dal suo ingegno macchine sia di carattere ludico, dedicandosi alla costruizione di "giocattoli" come automi, che utilitario. L'invenzione a lui attribuita da scrittori attendibili come Vitruvio, Plinio il vecchio, Trifone, Filone e che lo rese più famoso fu sicuramente l'hydraulis, il primo organo a canne che venne mai costruito. Esso veniva gestito da tre persone, due delle quali si occupavano di pompare aria attraverso dei pistoni laterali, la quale poi si sarebbe incalanata nelle canne di varie dimensioni che sovrastavano la cassa principale; il terzo si occupava di eseguire la melodia attraverso una rudimentale tastiera. Questo strumento divenne così famoso da venir utilizzato durante gli intrattenimenti pubblici ed eventi cerimoniali a Roma e Bisanzio.
Dopo la sua morte, Ctesibio verrà per sempre riconosciuto un grande inventore, che contribuì senza dubbio allo sviluppo tecnologico delle epoche successive.
 

Mosaico Romano, Villa Nennig

 

L'altra faccia della medaglia

Ma gli inventori nell'antichità non andavano sempre incontro a un destino di fama e riconoscimenti.
Nonostante non ci sia pervenuta alcuna testimonianza materiale dell'invenzione in questione, due autori latini molto stimati e attendibili, Petronio e Plinio il vecchio, raccontano della vicenda di un vetraio romano, che sostenne di aver scoperto come produrre un vetro infrangibile.

Lo scrittore naturalista Plinio il vecchio racconta, seppur con le dovute riserve, di come un vetraio anonimo romano che, dopo aver mostrato all'imperatore Tiberio(14-37d.C) la sua invenzione, invece di ricevere elogi e premi in denaro, si ritrovò senza più una bottega, distrutta dai soldati per ordine dell'imperatore stesso.

Plinio il vecchio

La versione di Petronio, autore di opere di satira, dal tono e stile di vita diametricalmente opposti a quelli di Plinio, è un po' più drammatica e romanzata. Il vetraio in questione chiese un'udienza con l'imperatore (non si dice specificatamente quale), che venne accettata; una volta lì, l'uomo dimostrò in maniera pratica l'indistruttibilità del suo vetro, gettandolo al suolo e prendendolo di forza a martellate. L'imperatore rimase sconcertato e, dopo aver chiesto al vetraio se egli fosse l'unico a essere a conoscenza della tecnica di produzione, l'uomo rispose in maniera affermativa. Il sovrano, dunque, procedette a condannarlo a morte. Petronio, in conclusione scrive:

Postquam negavit, iussit illum Caesar decollari: quia enim, si scitum esset, aurum pro luto haberemus.

Tradotto: "Quando disse di no, Cesare ordinò che quello fosse decapitato: perché infatti, se si fosse saputo, valuteremmo l'oro come fango."

Petronio Arbitro

L'imperatore decise di insabbiare l'invenzione del vetraio affinchè non avvenisse una crisi economica causata dalla svalutazione dei metalli preziosi: una crisi del genere avrebbe rischiato di far collassare l'intero Impero.
Ovviamente, non abbiamo prove certe che questa vicenda sia accaduta veramente, in quanto alcuni autori la considerano solo una leggenda.

Fonti:
[7] Nascita ed evoluzione della proprietà intellettuale, Salvatore di Palma, 2019, Book Sprint Edizione.

domenica 5 aprile 2020

STEP#07: E NELLA MUSICA

Dopo aver esplorato il mondo della prosa, come abbiamo fatto nello step 06,  ci concentreremo sulla sua controparte essenziale e complementare: la poesia.
Ma cosa si può definire poesia? L'enciclopedia Treccani ci dice che è poesia "L’arte (intesa come abilità e capacità) di produrre composizioni verbali in versi, cioè secondo determinate leggi metriche, o secondo altri tipi di restrizione"[1]; possiamo allora dire che le canzoni siano delle poesie in tutto e per tutto.
Nel 2002 Jovanotti pubblica l'album  Lorenzo 2002: Il quinto mondo, nel quale l'artista si vede impegnato politicamente, battendosi per i diritti umani e per la difesa dell'ambiente, promuovendo la tolleranza, il rispetto e la solidarietà.

"La vita vale" è la sesta traccia dell'album che, nonostante sia stata scritta 18 anni fa, ha un sapore tutto attuale; il testo è una denuncia contro il sistema in cui l'uomo risulta intrappolato, schiavo della modernità e dell'economia.
Ecco una parte che potrebbe interessarci:


Che un brevetto di una medicina
Vale più della vita di una bambina
Posso capire che così si salvaguarda il lavoro
Vorrei vedere fosse figlia loro


Jovanotti qui vuole far presente di come la società contemporanea sia esclusivamente interessata al profitto, senza pensare alla vita dei più bisognosi, che potrebbero essere salvate o almeno migliorate se si pensasse meno ai propri benefici economici.
Di come un brevetto, volto a al guadagno dell'inventore, possa, con la sua esistenza, negare dei privilegi che solamente coloro che riescono a pagare, possono avere.





Fonti:
[1] http://www.treccani.it/vocabolario/poesia/
[2] https://significatocanzone.it/la-vita-vale
[3] https://genius.com/Jovanotti-la-vita-vale-lyrics

STEP#06: UN SALTO NELLA LETTERATURA

Quando ci si occupa di argomenti di ambito scientifico, o semplicemente collegati in qualche modo ad esso, non ci si aspetterebbe mai di entrare in un mondo prettamente umanistico, come quello della letteratura; ma ecco qui un libro che ha come tema centrale l'azione-topic del mio blog, "brevettare".

Disponibile gratuitamente online, il libro La Filosofia del Brevetto è formato da undici brevi racconti (accompagnati dalle illustrazioni di Felix Petruška), precedentemente pubblicati in modo separato, mese dopo mese, sulla rivista Wired.
Il concetto alla base di questa opera di Marco Mavaldi è molto semplice, ma allo stesso tempo brillante e si riassume alla perfezione in una domanda: "cosa sarebbe successo se le grandi invenzioni di gente come Zuckerberg o Leonardo da Vinci fossero state bloccate, bocciate o rimandate da un ottuso funzionario pubblico?"[1]
L'autore decide così di far affrontare undici menti geniali dei nostri secoli con alcuni impiegati di un ipotetico Ufficio Brevetti, dotati di poca fantasia e flessibilità mentale.

Ecco qui un estratto del primo racconto, in cui l'impiegato respinge l'idea della Macchina Volante di Leonardo da Vinci:

"-Vedete, messer Leonardo, una invenzione è una organizzazione dei fenomeni naturali che l’uomo, ogni uomo, possa sfruttare a proprio piacimento. Quello che mi proponete non è destinato a funzionare. Ci vorrebbe una sorgente di forza non animale, in grado di generare molta forza rispetto a quanto pesa. E, permettetemi una celia, dato che avete studiato sì bene come l’uccello si alza e resta su, una tale sorgente di forza che funzionasse per ogni uomo sarebbe senza alcun dubbio da brevettare.-
- Vero. – Leonardo, senza minimamente sorridere, annuì gravemente."


Illustrazione del racconto

Ecco qui il PDF del libro: http://statics.wired.it/files/site/20150210/la_filosofia_del_brevetto.pdf

Fonti:
[1]: https://www.wired.it/amp/65665/attualita/media/2015/02/10/brevetto-gratis-malvaldi/

martedì 31 marzo 2020

STEP#05: UN MESSAGGIO PER TUTTI

Questo spot del Ministero dello Sviluppo Economico, datato 2014, vuole evidenziare l'importanza di organismi come marchi e brevetti, i quali esistono al fine di tutelare le novità e le idee, proteggendole da contraffazioni e simili.




venerdì 27 marzo 2020

STEP#04: SESHAT E LA LIBRERIA DIVINA

In questo post faremo un salto indietro nel tempo, ricollegandoci ad un mito risalente a una delle prime grandi civiltà del mondo antico.

Non mi è stato possibile rintracciare un mito in cui fosse esplicitamente presente l'azione topic del mio blog, ovvero brevettare, ma sono comunque riuscita a trovarne uno che si ricollegasse ad un aspetto-chiave di tale verbo, riguardante i privilegi riservati ad inventori ed autori di cose nate dal loro ingegno.

Ci troviamo nel pántheon egizio, ed i nostri protagonisti sono le divinità Thoth e Seshat.
Sono paredri l'uno rispetto all'altra, in quanto entrambi protettori della scrittura e di vari aspetti della conoscenza.

Thoth, in particolare, è la divinità della Luna, della saggezza e della magia. È il dio dalla testa di ibis, l'integerrimo giudice divino, lo scrupoloso scriba degli dei.

Thoth, nell'atto di scrivere.

Seshat, a fianco di Thoth, era la dea dell'aritmetica, dell'architettura e protettrice di degli scribi; veniva venerata nelle allora "Case della Vita", luoghi in cui venivano insegnate varie arti, tra cui la scrittura, la più prestigiosa tra tutte. 

Seshat, anche lei nell'atto di scrivere.

Ma perchè la scrittura era così importante? 
Il mito racconta che Seshat inventò la scrittura (il suo nome significa letteralmente "Scriba donna"), che venne affidata a Thoth, il quale decise di donarla agli uomini; per mostrare la loro graditudine, coloro che si specializzavano nell'arte della scrittura, dovevano averne estrema cura e praticarla nel modo più accurato possibile. Il sistema geroglifico, per gli antichi egizi, veniva indicato con la frase medu-netjer, ovvero "parole del dio".
Perciò Seshat, per premiare tutti coloro che onoravano quest'arte con la creazione di nuove opere, che potevano essere libri, iscrizioni o storie, una copia di esse veniva inserita dalla dea stessa nella libreria divina: in questo modo l'autore aveva la possibilità di vivere in eterno, dato che il suo nome e la sua opera ormai risiedevano nell'Aldilà.

Fonti:
https://www.ancient.eu/Seshat/
https://www.ancient.eu/Thoth/

lunedì 23 marzo 2020

STEP#02: UNA STORIA ORIGINARIA

Le parole celano storie uniche, mai raccontate, che noi possiamo soltanto immaginare; ed è proprio questo quello che faremo in questo secondo step, immaginare.
Quale potrebbe essere la vera origine della parola brevettare? È stata l'etimologia a dircelo, sì, ma se ci fosse una ragione più antica, distante e unica? Qui di seguito tenterò di inventare una storia, che cercherà di dare un carattere vivo a questa parola...

In un'epoca totalmente diversa dalla nostra, sotto il dominio di un imperatore romano, un produttore di vino lavorava a Roma, in una zona tranquilla della città. Il suo vino era molto amato dagli abitanti del quartiere, che, ogni sera, si fermavano alla sua bottega per acquistarne un po' per la cena. Il bottegaio adorava il suo lavoro e, nel tempo libero, si divertiva a giocare con i sapori di spezie e fiori quando un giorno, per pura curiosità, decise di aggiungere questi suoi esperimenti al suo vino; molti miscugli si rivelarono semplicemente disgustosi mentre altri, uno in particolare, allettava particolarmente le papille gustative. Allora decise di provare a mettere in vendita questa sua creazione; il giorno dopo, infatti, ecco che sul suo bancone giaceva una piccola anfora, pronta ad essere offerta a qualche coraggioso che decideva di provare la novità. Molti rimasero scettici e rifiutarono l'offerta mentre gli altri, che accetarono, rimasero stupefatti dal gusto di questo nuovo vino. In tantissimi chiesero quali fossero gli ingredienti segreti di quel nettare, ma il nostro bottegaio decise di far rimanere tutto un segreto.
Sempre più gente si accalcava alla sua bottega per comprare un poco del suo vino, ormai tanto rinomato, che gli altri produttori di vino del quartiere e dintorni rimasero senza clienti. Irritati dalla questione, questi ultimi decisero di dare una bella lezione al bottegaio; durante la notte mandarono dei mercenari a sfondargli l'intera bottega, per l'offesa arrecata loro.
La mattina dopo, il povero bottegaio si accorse del disastro, non credendo ai propri occhi.
Ma la sua passione lo fece andare avanti e, convinto di continuare il suo business finchè non avesse smesso di respirare, decise di investire tutto il suo denaro in delle guardie, che lo avrebbero protetto giorno e notte: in questo modo avrebbe potuto ricostruire la sua bottega in maniera tranquilla per poi ritornare a vendere il suo tanto amato vino.
Ma non lo avrebbe fatto in eterno. Infatti, dopo quasi un anno dalla scoperta del suo apprezzatissimo vino speziato, decise di congedare le guardie per poter tornare ad una vita normale e pacifica; ma per poterlo fare veramente, decise di rendere disponibile a tutti la propria ricetta, fino a quel momento tenuta segreta.

In questo modo il nostro bottegaio riuscì a tornare alla normalità, con tutto il quartiere più felice che mai: ne aveva abbastanza di popolarità, non ne aveva bisogno.
Per lui questa esperienza aevi brevis, fu abbastanza.

venerdì 20 marzo 2020

STEP#01: ETIMOLOGIA [3]

In giapponese l'espressione è 特許 (tokkyo)[1], formata da due kanji che rispettivamente significano:

特: speciale.
許: permesso, approvazione.

In maniera abbastanza intuitiva, conoscendo il significato dei singoli kanji, possiamo risalire al significato dell'unione tra i due, ovvero "permesso speciale".


Brevettare in altre lingue[2]:

patentar in spagnolo;
opatentować in polacco;
octrooiering in olandese;
patentieren in tedesco;


Guarda anche l'etimologia della parola in italiano e inglese!



Fonti:
[1] https://www.nihongomaster.com/dictionary/entry/43686/tokkyo
[2] https://context.reverso.net/traduzione/ 

STEP#01: ETIMOLOGIA [2]

Per gli anglofoni invece, la parola si traduce con l'espressione patent, che vanta origini latine.
Essa infatti deriva dal verbo latino patere il cui significato principale, fornito dal vocabolario Olivetti online, è:
    "essere accessibile, praticabile, disponibile"[1].
La radice latina patent venne successivamente adottata dal francese antico ed inserita nell'espressione lettre patent (corrispettivo in latino medievale: litteræ patentes), che si traduce testualmente in "lettera aperta".
A partire dalla fine del XVI secolo si delineò un significato più vicino a quello moderno: "licenza garantita da un governo riguardo una nuova ed utile invenzione, conferendo il diritto esclusivo di sfruttare l'invenzione per un determinato numero di anni"[2].

Il verbo to patent assunse significati leggermente differenti durante i secoli, anche se risultano tutti relativamente recenti.
Negli anni 70 del XVII secolo, significava "avere il diritto di avere un territorio", diritto appunto espresso nella lettre patent;
Sempre attraverso una lettera aperta, a partire dal 1789, il Governo poteva garantire il privilegio a qualcuno di "ottenere dei diritti esclusivi e il monopolio" di una propria invenzione e idea;
Da quest'ultima definizione nasce quella definitiva datata 1822, che recita: "ottenere il copyright di un'invenzione"[2].


Guarda anche l'etimologia della parola in italiano e altre lingue!


Fonti:
[1] https://www.dizionario-latino.com/dizionario-latino-italiano.php?parola=pateo
[2] https://www.etymonline.com/word/patent

STEP#01: ETIMOLOGIA [1]

Il vocabolario online della Treccani ci fornisce un significato del verbo brevettare:

    "v. tr. [der. di brevetto] (io brevétto, ecc.). – Munire di brevetto, proteggere con brevetto: b. un’invenzione, un nuovo motore."[1]

Questa, tuttavia, non si presenta come una definizione esauriente, perciò mi sento di allegare anche una breve definizione della parola brevetto:

     "s. m. [dal fr. brevet, dim. di brief «breve»; cfr. breve2]. – 
1. Documento, rilasciato da apposito ufficio, che riconosce il diritto esclusivo di attuare e disporre di una invenzione industriale, di un marchio d’impresa, di un modello di utilità o ornamentale;
2. Documento che abilita all’esercizio di un’attività professionale; anche il provvedimento che si concreta nella concessione del documento. "[2]


Per quanto riguarda l'origine della parola brevetto (e quindi simultaneamente del verbo brevettare), essa deriva dal francese bref, che a sua volta deriva dal latino brevis, ovvero "di corta durata".
Il termine francese andava ad indicare un documento redatto da un notaio al fine di testimoniare la conclusione di un negozio[3].


Guarda anche l'etimologia della parola in inglese e altre lingue!



Fonti:
[1] http://www.treccani.it/vocabolario/brevettare/
[2] http://www.treccani.it/vocabolario/brevetto/
[3] https://www.tesionline.it/tesi/preview/la-tutela-dei-brevetti/29437/9

STEP#25: POST FINALE

Ed eccoci giunti al post finale di questo blog; dopo quasi tre mesi di ricerche e pubblicazioni, penso che sia il caso di fare un riassunto ...